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Arte e Cultura > Arte News > “Otium. L’arte di vivere nelle domus di età imperiale”
“Otium. L’arte di vivere nelle domus di età imperiale”
 
25/06/2008
Con la mostra “Otium. L’arte di vivere nelle domus di età imperiale”, rivolta alla dimensione domestica nel mondo romano, Ravenna ospita un nuovo importante capitolo di testimonianze romane e bizantine relativo alla vita che si svolgeva nelle domus e nelle villae delle classi privilegiate del II e del III secolo d.C.
 
 
Stiamo parlando dell’otium, quel complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e rigeneratrici, che per i Romani dei primi secoli della nostra era rappresentava non solo un bisogno essenziale ma un elemento caratterizzante  dello stile di vita, della libertà personale e della tempra morale.

Il concetto di Otium si identifica in particolar modo con l’otium litteratum di Seneca, per il quale il conseguimento di un ideale culturale e filosofico risulta essere lo strumento prioritario per il raggiungimento della conoscenza come valore etico e morale. Questi concetti si riflettono anche nella progettazione delle abitazioni, domus o villae, pensate come luoghi simbolici e di rappresentanza, che dovevano esprimere il rango sociale dei proprietari, pur nella ricercata riservatezza domestica favorevole alla speculazione meditativa e culturale.

Lungi dell’essere disprezzato e demonizzato, l’ozio era considerato come essenziale libertà e come completamento agli obblighi del lavoro e agli impegni di carattere pubblico. L’Otium era lo spazio dell’anima e il luogo dei piaceri del corpo. Era arte di vivere. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il giusto equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della vita.

A partire da questo approccio storico-filosofico, la mostra Otium è organizzata come un complesso ed intrigante racconto scandito da diverse sezioni tematiche: “La serenità intellettuale”; “Atrio, giardino, peristilio, ambulatio”; “Il rito dell’ospitalità”; “La vita alle terme”; “Gli spazi intellettuali femminili”; “Il gioco per tutte le età”; “La domus come luogo dell’Otium”.

La natura intellettuale dei padroni di casa , del dominus e della domina, si rivela nella cura dedicata all’arredo e alla sua enfatizzazione: nella scelta dei decori pavimentali , delle pitture parietali,nella collocazione delle statue, di erme di filosofi, nell’elaborazione di fantasiosi esterni con giochi d’acqua, getti di fontane e ninfei. I proprietari, in solitudine o in compagnia, utilizzano questi ambiti per dedicarsi alla lettura, alla conversazione, alla dettatura, tutte attività riferibili a momenti salutari di Otium intellettuale. Anche le terme private – evidenza della necessità quotidiana della cura del corpo - si sviluppano nelle ville di campagna e nelle domus di città, come ulteriore esempio di volontaria riservatezza.

Nella Mostra, la trattazione di questi temi si svolge con l’ausilio di ricostruzioni di ambienti relativi a domus, rinvenute nello scavo di Via D’Azeglio  a Ravenna (sottostanti la Domus dei Tappeti di Pietra) e dell’area termale della vicina villa di Russi. Importanti e affascinanti reperti giungono da altri siti archeologici  della regione, in particolare da Rimini, con il bellissimo “Orfeo citaredo” (immagine-simbolo della mostra), da Verona , da Como, da Firenze, e da Ancona. Di grande importanza la famosa bambola di Crepereia Tryphaena, che per la prima volta può essere ammirata al di fuori dei Musei  Capitolini di Roma, mentre suscita particolare curiosità la stele funeraria di Lutatia Lupata, in prestito dalla città spagnola di Mèrida. Di rilievo sono diverse erme  e statue di filosofi antichi quali Epicureo e Carneade, Sofocle, Ermarco e Afrodite. Fondamentale inoltre è l’apporto di Pompei  e dell’area vesuviana, al punto che una sezione di Otium è dedicata  all’esposizione di splendide pitture pompeiane in gran parte inedite.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna sostiene con convinzione il nuovo progetto espositivo Otium, che disvela più ampiamente lo straordinario deposito archeologico della Domus Tappeti di Pietra  con cui ha avuto inizio il progetto del Parco Archeologico,  al quale la nostra Fondazione, da anni, collabora con la Fondazione RavennAntica, destinando cospicue risorse . Il patrimonio archeologico di Ravenna  è un elemento fondamentale, distintivo e irrinunciabile dell’identità della nostra comunità e l’opportunità di ammirare questi magnifici mosaici e la qualità delle opere esposte, stimola processi di identificazione, di relazioni tra ricerca storica ed eccellenza del restauro, creando premesse per ulteriori approfondimenti culturali.

La Mostra  è allestita nel complesso di San Nicolò in Via Rondinelli.

Apertura al pubblico: dal 15 marzo al 5 ottobre 2008.

Orari: tutti i giorni feriali e festivi 10-18.30 


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