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Centenario della nascita di Benigno Zaccagnini
 
17/04/2012
Nel centenario della nascita di Benigno Zaccagnini, che ricorre il 17 aprile, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, ha organizzato nel Complesso degli Antichi Chiostri Francescani, un Convegno nazionale commemorativo sull’illustre figura di Benigno Zaccagnini. 
 
 
Il convegno ha ricevuto i patrocini della Fondazione Alcide De Gasperi di Roma, del Comune di Ravenna e di Ravenna Città Candidata Capitale Europea della Cultura 2019.
Alla presenza di numerose e qualificate autorità civili e militari, tra gli altri del Prefetto di Ravenna, Bruno Corda, del Procuratore della Repubblica, Roberto Mescolini, del Comandante Prov.le dei Carabinieri, Col. Guido De Masi, dell’Arcivescovo di Ravenna-Cervia Mons. Giuseppe Verucchi, della vedova Signora Anna Zaccagnini accompagnata dai figli, da Cristina Muti Mazzavillani e di un folto pubblico, presieduto dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Lanfranco Gualtieri, sono intervenuti il Vice Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Romano Argnani, Fabrizio Matteucci, Sindaco di Ravenna, Antonio Patuelli, Presidente del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Ravenna Spa e Pier Ferdinando Casini, già Presidente della Camera dei Deputati. All’inizio dei lavori il Presidente della Fondazione Gualtieri ha introdotto un assai sentito e applauditissimo video-messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di cui in allegato riportiamo integralmente il testo, visibile anche sul sito del “Quirinale” e della Fondazione Cassa Ravenna, www.fondazionecassaravenna.it
Il Presidente della Fondazione, Lanfranco Gualtieri, introducendo poi i lavori ha ricordato come anche in precedenti occasioni la Fondazione Cassa si sia posta “l’obiettivo di rievocare, alla memoria dei cittadini e soprattutto delle nuove generazioni, figure di statisti che si sono imposti nella storia del nostro Paese per l’alto valore morale e civile, per il forte senso dello stato e lo spirito di disinteressato servizio alla Nazione italiana sforzandosi di superare le divisioni di parte per far prevalere l’interesse generale. Benigno Zaccagnini entra nella storia dell’Italia soprattutto per queste doti che gli vengono unanimemente riconosciute”. Il Presidente Gualtieri ha ricordato anche che Zaccagnini fu socio dell’Ente Cassa di Risparmio di Ravenna fino alla sua morte, dimostrandosi sempre attivo e fortemente partecipe della vita sociale.
Il Vice Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Romano Argnani, nel suo intervento ha voluto ricordare i particolari ricordi personali che lo legavano a Zaccagnini, punto di riferimento con il fratello dello statista Don Pippo della sua formazione civile.
Argnani si è soffermato sull’uomo Zaccagnini, persona limpida e schietta, dove il volto privato coincideva con quello pubblico. Egli fu esempio di tolleranza, che nei solidi tratti di umiltà faceva emergere il suo spirito tipicamente democratico. Sui tratti della sua personalità – si è ancora soffermato il Vice Presidente Argnani – non si può non fare riferimento alla fede, nella quale cercò sempre ispirazione e conforto. Infine Argnani ha voluto rendere omaggio al grande senso di appartenenza di Zaccagnini alla comunità ravennate, di cui rappresentò coerentemente le aspirazioni per lo sviluppo industriale, delle infrastrutture, dell’impiantistica sportiva. Come parlamentare e ministro assecondò pienamente le scelte strategiche per lo sviluppo portuale, intuizioni figlie di un altro grande protagonista della nostra terra, Luciano Cavalcoli, trovando l’appoggio decisivo di due amici di Ravenna, Enrico Mattei e Giuseppe Medici.
E’ poi intervenuto il Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, il quale tra l’altro ha sottolineato come “ricordare significa per una comunità riaffermare la propria identità, condividere valori comuni, riflettere sul passato per costruire il proprio futuro. Non c’è nulla di retorico nelle commemorazioni degli eventi che hanno segnato la storia di un paese. E non c’è nulla di più terribile di averne perso o tradito la memoria. Benigno Zaccagnini è stato uno dei padri della nostra Repubblica, un uomo onesto e pulito, uno dei figli migliori di Ravenna e dell’Italia, una persona alla quale dobbiamo molto.
Idealità, etica, concretezza, rispetto e impegno: sono questi i valori che hanno sempre accompagnato Benigno Zaccagnini nei momenti delicati e particolarmente difficili che ha vissuto il nostro Paese”.
Il Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna Spa, Antonio Patuelli, ha ricordato che “una mattina dell’autunno 1957, alla scuola elementare Mordani, la maestra interruppe a sorpresa la lezione e ci condusse nell’aula più grande dove fummo stupiti di trovarci davanti ad uno spettacolo romagnolissimo di burattini”. Fu il mio primo incontro con Zaccagnini, che con Giordano Mazzavillani allietava malati e piccoli anche in quel modo.
Zaccagnini appartenne alla generazione successiva a quella dei fondatori del Partito Popolare: quando Sturzo lanciò l’appello ai “liberi e forti”, Benigno aveva solo sette anni. Ma Zaccagnini dovette maturarsi negli anni del ventennio: ciò che Sturzo, De Gasperi ed il popolarismo prefascista avevano seminato, in Romagna in particolare don Minzoni e Giuseppe Donati, germinò nel giovane Benigno negli anni degli studi, soprattutto universitari, nell’Azione Cattolica e nella FUCI, seguì gli insegnamenti del prof. Alieto Benini, del dott. Lucio Massaroli e di Don Giuseppe Sangiorgi, Parroco di Santa Maria in Porto e direttore del settimanale cattolico “Il Risveglio” che spesso usciva con spazi bianchi imposti dalla censura del regime.
Il 7 aprile 1946 – ha aggiunto il Presidente Patuelli - si svolsero le prime elezioni libere. Benigno fece una scelta di convinzione e non di comodità: la Democrazia Cristiana a Ravenna era un partito di minoranza. Dei quaranta seggi di Palazzo Merlato solo quattro furono della Democrazia Cristiana: Benigno Zaccagnini, Paolo Lucio Massaroli, Luciano Cavalcoli ed Edmondo Castellucci. Castellucci era della generazione di Sturzo, Massaroli era un grande ed innovativo medico. Cavalcoli aveva una forza superiore di idee e realizzazioni; con lui Presidente, la Camera di Commercio a Ravenna assunse un ruolo ben superiore e fu promotrice della rinascita e dello sviluppo del porto. Zaccagnini, poche settimane dopo, venne candidato anche all’Assemblea Costituente dove venne eletto e a Montecitorio rimase fino al 1983, sempre sostenuto dai suoi fedeli amici in particolare della Coldiretti ravennate che lui stesso guidò per decenni. Zaccagnini fu socio della Cassa dal 1946 alla scomparsa, partecipò frequentemente alle Assemblee con spirito di solidarietà fino agli ultimi anni quando, claudicante, raggiungeva una delle ultime file dell’Assemblea dei Soci. Ora, per la Cassa, - ha concluso il Presidente Patuelli - Benigno Zaccagnini appartiene al nostro Pantheon morale con gli altri illustri patrioti, uomini di Stato e di Governo che vi hanno vissuto, con Luigi Rava, i Rasponi e Giuseppe Pasolini dall’Onda.
Ha concluso i lavori Pier Ferdinando Casini, già Presidente della Camera dei Deputati, il cui intervento è stato distribuito a parte.
Al termine del convegno, il Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna Spa, Antonio Patuelli, ha personalmente accompagnato l’On. Pier Ferdinando Casini in una visita guidata dei restaurati e rinnovati Chiostri Francescani della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, in particolare il Presidente Casini ha molto apprezzato l’Archivio storico multimediale della Cassa di Risparmio di Ravenna, complimentandosi per la pregevole azione di recupero messa in atto dalla Fondazione Cassa.

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