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AL CENTRO ESTIVO DI SANTERNO SI INSEGNANO I VECCHI MESTIERI
D’estate si viaggia sempre molto, ma viaggiare nel tempo non è un’esperienza che capiti facilmente a tutti. Succede sicuramente ai giovanissimi del Centro Estivo ‘Insieme sul Filo della Memoria’ di Santerno, a Ravenna: qui ragazzine e ragazzini, oltre a divertirsi, giocare e stare assieme, imparano i mestieri antichi e lo fanno con maestri d’eccezione, ovvero i 25 nonni e nonne volontari della struttura. Così la settimana scorre tra laboratori di cucito, falegnameria, pasta e bricolage con il giovedì dedicato a sfornare pane per tutti. Il tutto grazie all’impegno dell’Associazione Culturale e Ricreativa di Santerno e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che da anni sostiene questo progetto per la sua originalità e valenza sociale ed educativa. I giovanissimi sono i più entusiasti di tutti: confezionano prodotti ricamati, imparano ad attaccare i bottoni, preparano gli impasti con la farina e poi tirano la pasta con il mattarello, lavorano piccoli pezzi di falegnameria e alla sera in genere portano a casa i risultati della propria preziosa giornata lavorativa. Il forno a legna aggiunge sapori e aromi indimenticabili: pane e pizzette sfornate da questi novelli chef sono sinonimo di sicura allegria. Ma i giovanissimi non sono i soli entusiasti dell’iniziativa: lo sono ancor più i nonni che, al piacere di trasmettere la propria arte alle giovani generazioni, abbinano la possibilità di socializzare e riattivare il dialogo tra generazioni, spesso interrotto dalla vita stressante di oggi. ‘Abbiamo iniziato 27 anni fa _ spiega il Presidente dell’Associazione Culturale Ricreativa di Santerno Mauro Perini _ sviluppando un’idea che con gli anni si è rivelata sempre più vincente: oggi purtroppo dobbiamo creare una lista ed a volte escludere qualche ragazzo o ragazza perché facciamo gruppi di cento iscritti e non possiamo andare oltre. Vedo signore di novant’anni entusiaste di trasmettere la propria conoscenza a questi ragazzi e bambini talmente felici di apprendere cose belle e concrete da essere dispiaciuti quando i laboratori terminano: una giovanissima qualche giorno fa si è sistemata da sola un vestitino strappato e con grande soddisfazione’. Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Ernesto Giuseppe Alfieri sottolinea l’importanza del progetto di Santerno, cui annualmente la Fondazione contribuisce in modo importante: ‘Si tratta di un’idea geniale e di un esempio virtuoso di educazione _ dice il Presidente _, che oltre ad insegnare ai giovanissimi cose importanti e preziose, consente a persone di tutte le età di ritrovare la gioia dello stare assieme e del condividere valori veri e fondanti della nostra società, come il lavoro, la collaborazione, l’impegno, la convivenza e il benessere’. Ravenna, 25 luglio 2024
Progetto Fondazioni per la Romagna
La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, da una iniziativa di raccolta fondi tra le associate di ACRI Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, mette a disposizione dei cittadini di Ravenna colpiti dalla drammatica alluvione della primavera scorsa, un plafond di 250 mila euro per contributi diretti a chi ha subito danni agli immobili, agli arredi ed ai mobili: la Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna gestirà operativamente la raccolta e l’esame delle richieste e della relativa documentazione. Il modulo è disponibile sul sito della Croce Rossa Italiana sezione di Ravenna https://criravenna.jimdo.com/ Ravenna, 22 gennaio 2024
GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI STUDENTI: L’IMPEGNO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA DALL’UNIVERSITA’ ALLE PRIMARIE
Tra i banchi di scuola c’è da anni una fedele alleata di tutti gli studenti, alunni, docenti e genitori. E’ la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che non solo ha nel proprio ruolo istituzionale quello di sostenere, promuovere, qualificare e implementare l’educazione in tutti gli ordini e gradi, ma partecipa a questo suo compito con un valore aggiunto importante di entusiasmo e creatività intervenendo non solo come ente erogatore, ma come protagonista dell’ideazione, dell’organizzazione e dello sviluppo dei progetti per tutti gli istituti e le scuole che oggi celebrano la Giornata Internazionale degli Studenti. <Il nostro impegno nel settore dell’educazione, strategico per il futuro del paese e per le famiglie _ spiega il Presidente della Fondazione, Ernesto Giuseppe Alfieri _ è a 360 gradi, dai corsi universitari alle classi dei più piccoli delle scuole primarie. L’intervento più importante negli ultimi anni e nei prossimi è a sostegno del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia a Ravenna, giunto al quarto anno accademico con innumerevoli e positivi risvolti di carattere economico e di sviluppo delle strutture e cure dell’Ospedale S. Maria delle Grazie di Ravenna e con la possibilità di sfruttare anche terapie sperimentali e nuovi trattamenti terapeutici>. La Fondazione inoltre ha messo gratuitamente a disposizione dell’Ateneo di Bologna il fabbricato di via Tombesi dell’Ova per il Corso di Laurea in Ingegneria. Ma, se l’Università è il vertice della piramide degli interventi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, la sua base è ancora più ampia, ricca e variegata erogando energie e risorse all’ampia e capillare attività di sostegno dell’attività educativa per studenti più giovani. La partecipazione attiva degli studenti è il vero valore aggiunto del grande progetto che ha coinvolto da quattro anni un numero crescente di classi: <Progetto Futuro> è nato da un’idea dell’ingegner Romeo Tasselli, la cui azienda, la Secam, promuove assieme a Fondazione Cassa di Risparmio Ravenna, Fondazione Golinelli e Ufficio Scolastico Provinciale un premio destinato ai migliori progetti elaborati dagli istituti scolastici sul futuro delle nostre città. <Una serie di video, supporti multimediali, animazioni grafiche e dinamiche consente di vedere le nostre città come saranno tra qualche anno o decina d’anni – spiega ancora Alfieri -, una visione possibile attraverso gli occhi geniali e originali dei nostri giovani. Mentre si sta già lavorando alla prossima edizione, i progetti premiati in questi primi anni sono stati davvero sorprendenti: città sostenibili, integrazione, rivoluzione dei trasporti a basso impatto ambientale, risparmio energetico, protezione delle categorie più deboli, condivisione di spazi ed esperienze, un nuovo rapporto domestico con gli animali. La recente premiazione al Palazzo dei Congressi, con i giovani vincitori della prima edizione chiamati a premiare in prima persona i vincitori dell’edizione più recente, è stata davvero un momento emozionante e di crescita per tutti, non solo per i ragazzi>. <Anche nel 2024 la Fondazione _ spiega ancora Alfieri _ sarà al fianco dell’importante progetto di didattica e scrittura che ha preso corpo 18 anni fa per la prima volta in Emilia Romagna proprio nella nostra provincia di Ravenna: il Campionato di Giornalismo, promosso dal quotidiano QN – Il Resto del Carlino e rivolto a tutte le secondarie di primo grado della provincia>. i. E’ al suo primo anno di vita invece il <Parlamento dei Ragazzi>, un grande progetto regionale che vede i ragazzi vivere in proprio l’esperienza concreta dell’educazione civica. Sono gli studenti delle primarie infatti ad eleggere con scrutinio segreto un proprio parlamento che è chiamato a votare progetti specifici per la propria scuola avendo a disposizione un budget totale di 500 euro. Ideata dal Presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze Riccardo Nencini e coordinato dalla professoressa Monica Frasca, il progetto è sostenuto attivamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che nel 2024 continuerà a collaborare e sostenere tanti altri progetti tra cui quello in collaborazione con l’Acri per la Repubblica Digitale. <Nell’anno dell’apertura a Ravenna del Museo Byron, prevista nella primavera 2024 conclude Alfieri _ sono anche innumerevoli le iniziative che la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna sostiene in tutte le scuole: per preparare i nostri cittadini del futuro non solo ad un grande evento che coinvolgerà tutta la città ma anche a quella che è la forma di economia mondiale a più alto valore aggiunto, la cultura>.
Il Direttore Generale dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà in visita ai Musei Byron e del Risorgimento
Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà ha visitato oggi i Musei Byron e del Risorgimento, accompagnato dalla Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, dal Sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e dalla Direttrice dei Musei Alberta Fabbri. Bongarrà si è detto entusiasta dei Musei, sia per i preziosi cimeli e le collezioni esposte, sia per la modalità moderna ed inclusiva della narrazione multimediale, una delle più sorprendenti e coinvolgenti al mondo. Il Direttore, ex giornalista del Times e dell’Ansa, nonchè attuale ambasciatore di San Marino, conosceva già molto bene i Musei, sia per il suo interesse personale e professionale, sia per aver ospitato nella prestigiosa sede dell’Istituto a Belgrave Square, nel cuore di Londra ed a due passi da Westminster, ben due grandi e affollatissimi eventi dedicati a Byron ed ai Musei della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Nel gennaio scorso, per celebrare il primo anno dei Musei Byron e del Risorgimento, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ospitò la conferenza su ‘Byron: Love, Landscape, Poetry and History in the City of Mosaics’ (‘Byron: Amore, Paesaggio, Poesia e Storia nella Città dei Mosaici’), alla presenza di tantissime autorità, rappresentanti del mondo culturale e sociale, giornalisti londinesi e britannici in generale. L’evento, alla presenza della Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, del Presidente dell’Italian Byron Society Ernesto Giuseppe Alfieri e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia, è stato incentrato sul dialogo tra i due vice presidenti dell’Italian Byron Society Diego Saglia e Gregory Dowling sul tema della conferenza. In precedenza, sempre l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Bongarrà aveva ospitato nel luglio 2025 un grande evento dedicato a Ravenna, ai suoi tesori ed ai suoi mosaici, in cui ancora una volta i Musei amatissimi dagli inglesi, dagli appassionati di letteratura e storia e dal mondo culturale in generale furono grandi protagonisti. In allegato: il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà durante la visita ai Musei con la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti. il Sindaco Alessandro Barattoni e la Direttrice dei Musei Alberta Fabbri Ravenna, 3 settembre 2026
E’ uscita la nuova edizione del volume sulla storia della Cassa di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
La nuova edizione del volume ‘La Storia della Cassa’ di Carla Giovannini e Angelo Varni (edizione Laterza, 305 pagine, collana Storia delle Banche in Italia) aggiunge alla prima edizione del 2000 la importante ed interessantissima parte più recente della storia della Cassa di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Un volume di grande importanza in cui le vicende della banca, privata e indipendente dal 1840, si intrecciano sempre più con la storia d’Italia e dell’Emilia Romagna in particolare, di cui la Cassa è sempre più punto di riferimento per lo sviluppo economico, culturale e sociale. La nuova edizione, impreziosita anche da foto particolarmente significative ed un’interessante appendice, racconta con grande completezza ed efficacia gli ultimi 26 anni della storia della Cassa e della Fondazione, anni caratterizzati da grandi cambiamenti, da una continua crescita degli utili, del numero delle filiali, delle attenzioni per i territori e, per la Fondazione, della progettazione e dei grandi eventi organizzati in campo culturale, sociale ed educativo.‘Verso una nuova dimensione tra territori ed Europa’ è appunto il titolo dell’ultima sezione scritta da Varni e Giovannini in cui Cassa Ravenna e Fondazione sono sempre più protagoniste del processo di crescita ed integrazione europea del mondo economico, ma contemporaneamente rafforzano il proprio radicamento nei territori, sia come ampliamento della rete delle filiali e dei rapporti con famiglie e imprese, sia come estensione dell’area digitale con tutte le più moderne forme di interazione, sia infine come attività di supporto diretto e indiretto, attraverso la Fondazione, ai mondi dell’associazionismo, alla salute pubblica, agli anziani e disagiati, all’educazione, al volontariato ed allo sport. Il libro attraversa tutti i momenti storici della Cassa e della Fondazione, legandoli e amalgamandoli con una costante rappresentazione degli scenari internazionali e della crescente forza interna ed esterna della banca: si va dall’acquisto del 70% di Italcredi nel 2006 all’acquisto del Banco di Lucca e del Tirreno nel 2008, dall’inaugurazione della prestigiosa filiale di via Barberini a Roma, in pieno centro nella Capitale, al restauro dei Chiostri da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna del 2010, dalla inaugurazione dei Musei Byron e del Risorgimento del 2024 alla visita dei Reali Inglesi Carlo e Camilla il 10 aprile 2025. Grande prestigio e rilievo nazionale ha avuto anche per la Banca e per la Fondazione la nomina unanime di Antonio Patuelli a Presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) nel 2013, con la successiva elezione per acclamazione più volte fino al 2026. Nonostante le crisi bancarie (la Cassa è stata chiamata a contribuire in maniera cospicua al salvataggio delle banche concorrenti), la pandemia, le tragiche guerre e la drammatica alluvione del 2023, la Cassa di Ravenna ha potuto, grazie alla lungimiranza delle scelte compiute, al grande senso di responsabilità ed alla prudenza della gestione, garantire ai soci utili sempre importanti e negli ultimi anni ha chiuso più volte con il bilancio record, il migliore dal 1840. Questo nonostante un modello di business compatibile con la grande attenzione ai temi della sostenibilità (che ha consentito tra l’altro nel 2025 il riconoscimento dello Standard Ethics), della parità di genere (di cui le banche e società del gruppo hanno avuto pieno riconoscimento con la Certificazione ISO 2022) ed alla diffusione della conoscenza in ambito economico e finanziario con le lezioni proposte gratuitamente a migliaia di studenti e le conferenze promosse su tutto il territorio contro le truffe digitali e sull’intelligenza artificiale. Il concerto nella Sala Nervi del Vaticano, alla presneza del Papa Leone XIV, diretto dal Maestro Muti, fortemente voluto e sostenuto da Cassa Ravenna e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, rappresenta la chiusura ideale di questo quarto di secolo raccontato da Varni e Giovannini con il rigore scientifico dei docenti universitari ma anche con la visione complessiva del territorio e delle sue dinamiche che deriva da una forte sensibilità e curiosità professionalità e umana. Angelo Varni, professore emerito dell’Università di Bologna, è stato, tra gli altri incarichi, Pro Rettore dell’Alma Mater e Direttore del Dipartimento Discipline Storiche dell’Ateneo bolognese. Carla Giovannini è stata Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Università. I due sono stati autori, sempre per Laterza, anche della prima edizione del libro, caratterizzata da un grande successo e le cui copie andarono rapidamente esaurite. La nuova edizione è acquistabile in libreria oppure online. Ravenna, 31 agosto 2026 In allegato: la copertina della seconda edizione de La Storia della Cassa di Ravenna
Una tesi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna sul Museo delle Bambole ed Altri Balocchi
La tesi “Ricercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto” ha trovato ispirazione all’interno del Museo delle Bambole ed altri Balocchi, scrigno di tesori e arte all’interno dell’elegante complesso dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Miriam Fabietti, studentessa neo-laureata all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, Corso di II livello di decorazione e mosaico, ha scritto questa tesi, relatore Nicola Renzi, che si intitola integralmente ‘La lettera di Maria – Ricercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto’. Maria è una bambola che l’autrice ha realizzato a mano quando aveva cinque anni e che l’ha accompagnata nella sua infanzia. Partendo da questo elemento ludico, affettivo, Miriam Fabietti ha indagato il complesso rapporto tra forma e contenuto nell’arte, individuando nell’infanzia il luogo dell’esperienza originaria in cui è possibile trovare il compromesso. La tesi affronta un tema artistico, sociale e culturale, trovando un importante luogo di approfondimento e ricerca nel Museo delle Bambole ed altri balocchi, dove l’autrice, accompagnata della fondatrice Graziella Gardini Pasini e Patrizia Miglietti, ha potuto consultare testi della biblioteca privata del Museo. La tesi non poteva che essere particolarmente originale: scritta interamente a mano, ha una forma di bambola, dipinta ad acquerello su un tessuto di cotone, il tessuto di Maria, trattato con la colla di coniglio. Miriam Fabietti parte dal dualismo nell’arte tra forma e concetto che, nella storia dell’arte, non sempre hanno trovato un equilibrio ben bilanciato. Ha cercato di individuare questo compromesso nell’infanzia ed è arrivata alla bambola, studiando in particolare i riferimenti di Giorgio Agamben e Leonora Carrington’. ‘’La lettera di Maria _ spiega ancora Miriam Fabietti _ è un modo per cercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto. Giorgio Agamben ha sviluppato il tema dell’infanzia, intesa come momento che precede l’arrivo delle parole e del linguaggio, il luogo dell’esperienza originale. La bambola in questo gioca un ruolo importante, perché è forma e concetto assieme, simulacro polivalente dell’umano, riferimento quotidiano di affetti, vita ed esperienza. La sua storia è affascinante: è stata icona, effigie sacra, rito-gioco e gioco-rito, è stata presente nei corredi funebri e ancora oggi gioca un ruolo fondamentale nella nostra società. Il Museo delle bambole diventa, in questo contesto, un luogo prezioso da riscoprire che può aiutarci a ritrovare la nostra vera essenza. Ravenna, 10 agosto 2026 In allegato: Miriam Fabietti con la sua tesi il giorno della laurea e la tesi ‘Lettera a Maria’
Avviati i lavori di restauro della statua di Minghetti a Bologna sostenuti da Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, La Cassa di Ravenna e Banca di Imola
Sono stati completati i lavori di allestimento del cantiere che per tre mesi circa consentirà di realizzare il completo restauro del monumento dedicato a Marco Minghetti posto al centro dell’omonima piazza a Bologna. Il restauro è completamente finanziato dal Gruppo La Cassa di Ravenna, in particolare da La Cassa di Ravenna e dalla Banca di Imola, oltre che dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, in occasione della ricorrenza dei 140 anni dalla morte del banchiere e statista bolognese, uno dei principali protagonisti dell’Unità d’Italia. Marco Minghetti è stato più volte Ministro del nuovo Regno d’Italia, in particolare Ministro degli Interni nei governi Cavour e Ricasoli e Ministro delle Finanze nel governo Farini, al quale succedette come Presidente del Consiglio Consiglio fra il 1863 e il 1864. Dopo un’altra esperienza come Ministro dell’Agricoltura, del Commercio e dell’Industria nel governo Menabrea, fu nuovamente Presidente del Consiglio dal luglio 1873 al marzo 1876. Il restauro, affidato al restauratore Nicola Salvioli, di Firenze, specializzato nel recupero di grandi opere in bronzo, sarà l’occasione per far ritornare alla bellezza originaria uno dei suoi più importanti monumenti storici della città di Bologna, e anche per recuperare la memoria e la conoscenza di una delle figure più significative del percorso che portò all’Unità d’Italia e al suo successivo consolidamento. Grazie al progetto dell’involucro del ponteggio realizzato dallo Studio Iosa Ghini di Bologna, i cittadini e le cittadine, turisti e turiste avranno la possibilità di leggere, anche in inglese, notizie sulla figura di Marco Minghetti, sulla storia del monumento, sullo scultore piemontese Giulio Monteverde che lo realizzò nel 1896, nonché sullo stato di conservazione del monumento stesso e sulla tipologia dell’intervento di restauro. Ravenna, Bologna, Imola 12 agosto 2026
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AL CENTRO ESTIVO DI SANTERNO SI INSEGNANO I VECCHI MESTIERI
D’estate si viaggia sempre molto, ma viaggiare nel tempo non è un’esperienza che capiti facilmente a tutti. Succede sicuramente ai giovanissimi del Centro Estivo ‘Insieme sul Filo della Memoria’ di Santerno, a Ravenna: qui ragazzine e ragazzini, oltre a divertirsi, giocare e stare assieme, imparano i mestieri antichi e lo fanno con maestri d’eccezione, ovvero i 25 nonni e nonne volontari della struttura. Così la settimana scorre tra laboratori di cucito, falegnameria, pasta e bricolage con il giovedì dedicato a sfornare pane per tutti. Il tutto grazie all’impegno dell’Associazione Culturale e Ricreativa di Santerno e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che da anni sostiene questo progetto per la sua originalità e valenza sociale ed educativa. I giovanissimi sono i più entusiasti di tutti: confezionano prodotti ricamati, imparano ad attaccare i bottoni, preparano gli impasti con la farina e poi tirano la pasta con il mattarello, lavorano piccoli pezzi di falegnameria e alla sera in genere portano a casa i risultati della propria preziosa giornata lavorativa. Il forno a legna aggiunge sapori e aromi indimenticabili: pane e pizzette sfornate da questi novelli chef sono sinonimo di sicura allegria. Ma i giovanissimi non sono i soli entusiasti dell’iniziativa: lo sono ancor più i nonni che, al piacere di trasmettere la propria arte alle giovani generazioni, abbinano la possibilità di socializzare e riattivare il dialogo tra generazioni, spesso interrotto dalla vita stressante di oggi. ‘Abbiamo iniziato 27 anni fa _ spiega il Presidente dell’Associazione Culturale Ricreativa di Santerno Mauro Perini _ sviluppando un’idea che con gli anni si è rivelata sempre più vincente: oggi purtroppo dobbiamo creare una lista ed a volte escludere qualche ragazzo o ragazza perché facciamo gruppi di cento iscritti e non possiamo andare oltre. Vedo signore di novant’anni entusiaste di trasmettere la propria conoscenza a questi ragazzi e bambini talmente felici di apprendere cose belle e concrete da essere dispiaciuti quando i laboratori terminano: una giovanissima qualche giorno fa si è sistemata da sola un vestitino strappato e con grande soddisfazione’. Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Ernesto Giuseppe Alfieri sottolinea l’importanza del progetto di Santerno, cui annualmente la Fondazione contribuisce in modo importante: ‘Si tratta di un’idea geniale e di un esempio virtuoso di educazione _ dice il Presidente _, che oltre ad insegnare ai giovanissimi cose importanti e preziose, consente a persone di tutte le età di ritrovare la gioia dello stare assieme e del condividere valori veri e fondanti della nostra società, come il lavoro, la collaborazione, l’impegno, la convivenza e il benessere’. Ravenna, 25 luglio 2024
Progetto Fondazioni per la Romagna
La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, da una iniziativa di raccolta fondi tra le associate di ACRI Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, mette a disposizione dei cittadini di Ravenna colpiti dalla drammatica alluvione della primavera scorsa, un plafond di 250 mila euro per contributi diretti a chi ha subito danni agli immobili, agli arredi ed ai mobili: la Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna gestirà operativamente la raccolta e l’esame delle richieste e della relativa documentazione. Il modulo è disponibile sul sito della Croce Rossa Italiana sezione di Ravenna https://criravenna.jimdo.com/ Ravenna, 22 gennaio 2024
GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI STUDENTI: L’IMPEGNO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA DALL’UNIVERSITA’ ALLE PRIMARIE
Tra i banchi di scuola c’è da anni una fedele alleata di tutti gli studenti, alunni, docenti e genitori. E’ la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che non solo ha nel proprio ruolo istituzionale quello di sostenere, promuovere, qualificare e implementare l’educazione in tutti gli ordini e gradi, ma partecipa a questo suo compito con un valore aggiunto importante di entusiasmo e creatività intervenendo non solo come ente erogatore, ma come protagonista dell’ideazione, dell’organizzazione e dello sviluppo dei progetti per tutti gli istituti e le scuole che oggi celebrano la Giornata Internazionale degli Studenti. <Il nostro impegno nel settore dell’educazione, strategico per il futuro del paese e per le famiglie _ spiega il Presidente della Fondazione, Ernesto Giuseppe Alfieri _ è a 360 gradi, dai corsi universitari alle classi dei più piccoli delle scuole primarie. L’intervento più importante negli ultimi anni e nei prossimi è a sostegno del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia a Ravenna, giunto al quarto anno accademico con innumerevoli e positivi risvolti di carattere economico e di sviluppo delle strutture e cure dell’Ospedale S. Maria delle Grazie di Ravenna e con la possibilità di sfruttare anche terapie sperimentali e nuovi trattamenti terapeutici>. La Fondazione inoltre ha messo gratuitamente a disposizione dell’Ateneo di Bologna il fabbricato di via Tombesi dell’Ova per il Corso di Laurea in Ingegneria. Ma, se l’Università è il vertice della piramide degli interventi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, la sua base è ancora più ampia, ricca e variegata erogando energie e risorse all’ampia e capillare attività di sostegno dell’attività educativa per studenti più giovani. La partecipazione attiva degli studenti è il vero valore aggiunto del grande progetto che ha coinvolto da quattro anni un numero crescente di classi: <Progetto Futuro> è nato da un’idea dell’ingegner Romeo Tasselli, la cui azienda, la Secam, promuove assieme a Fondazione Cassa di Risparmio Ravenna, Fondazione Golinelli e Ufficio Scolastico Provinciale un premio destinato ai migliori progetti elaborati dagli istituti scolastici sul futuro delle nostre città. <Una serie di video, supporti multimediali, animazioni grafiche e dinamiche consente di vedere le nostre città come saranno tra qualche anno o decina d’anni – spiega ancora Alfieri -, una visione possibile attraverso gli occhi geniali e originali dei nostri giovani. Mentre si sta già lavorando alla prossima edizione, i progetti premiati in questi primi anni sono stati davvero sorprendenti: città sostenibili, integrazione, rivoluzione dei trasporti a basso impatto ambientale, risparmio energetico, protezione delle categorie più deboli, condivisione di spazi ed esperienze, un nuovo rapporto domestico con gli animali. La recente premiazione al Palazzo dei Congressi, con i giovani vincitori della prima edizione chiamati a premiare in prima persona i vincitori dell’edizione più recente, è stata davvero un momento emozionante e di crescita per tutti, non solo per i ragazzi>. <Anche nel 2024 la Fondazione _ spiega ancora Alfieri _ sarà al fianco dell’importante progetto di didattica e scrittura che ha preso corpo 18 anni fa per la prima volta in Emilia Romagna proprio nella nostra provincia di Ravenna: il Campionato di Giornalismo, promosso dal quotidiano QN – Il Resto del Carlino e rivolto a tutte le secondarie di primo grado della provincia>. i. E’ al suo primo anno di vita invece il <Parlamento dei Ragazzi>, un grande progetto regionale che vede i ragazzi vivere in proprio l’esperienza concreta dell’educazione civica. Sono gli studenti delle primarie infatti ad eleggere con scrutinio segreto un proprio parlamento che è chiamato a votare progetti specifici per la propria scuola avendo a disposizione un budget totale di 500 euro. Ideata dal Presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze Riccardo Nencini e coordinato dalla professoressa Monica Frasca, il progetto è sostenuto attivamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che nel 2024 continuerà a collaborare e sostenere tanti altri progetti tra cui quello in collaborazione con l’Acri per la Repubblica Digitale. <Nell’anno dell’apertura a Ravenna del Museo Byron, prevista nella primavera 2024 conclude Alfieri _ sono anche innumerevoli le iniziative che la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna sostiene in tutte le scuole: per preparare i nostri cittadini del futuro non solo ad un grande evento che coinvolgerà tutta la città ma anche a quella che è la forma di economia mondiale a più alto valore aggiunto, la cultura>.
Il Direttore Generale dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà in visita ai Musei Byron e del Risorgimento
Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà ha visitato oggi i Musei Byron e del Risorgimento, accompagnato dalla Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, dal Sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e dalla Direttrice dei Musei Alberta Fabbri. Bongarrà si è detto entusiasta dei Musei, sia per i preziosi cimeli e le collezioni esposte, sia per la modalità moderna ed inclusiva della narrazione multimediale, una delle più sorprendenti e coinvolgenti al mondo. Il Direttore, ex giornalista del Times e dell’Ansa, nonchè attuale ambasciatore di San Marino, conosceva già molto bene i Musei, sia per il suo interesse personale e professionale, sia per aver ospitato nella prestigiosa sede dell’Istituto a Belgrave Square, nel cuore di Londra ed a due passi da Westminster, ben due grandi e affollatissimi eventi dedicati a Byron ed ai Musei della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Nel gennaio scorso, per celebrare il primo anno dei Musei Byron e del Risorgimento, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ospitò la conferenza su ‘Byron: Love, Landscape, Poetry and History in the City of Mosaics’ (‘Byron: Amore, Paesaggio, Poesia e Storia nella Città dei Mosaici’), alla presenza di tantissime autorità, rappresentanti del mondo culturale e sociale, giornalisti londinesi e britannici in generale. L’evento, alla presenza della Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, del Presidente dell’Italian Byron Society Ernesto Giuseppe Alfieri e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia, è stato incentrato sul dialogo tra i due vice presidenti dell’Italian Byron Society Diego Saglia e Gregory Dowling sul tema della conferenza. In precedenza, sempre l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Bongarrà aveva ospitato nel luglio 2025 un grande evento dedicato a Ravenna, ai suoi tesori ed ai suoi mosaici, in cui ancora una volta i Musei amatissimi dagli inglesi, dagli appassionati di letteratura e storia e dal mondo culturale in generale furono grandi protagonisti. In allegato: il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà durante la visita ai Musei con la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti. il Sindaco Alessandro Barattoni e la Direttrice dei Musei Alberta Fabbri Ravenna, 3 settembre 2026
E’ uscita la nuova edizione del volume sulla storia della Cassa di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
La nuova edizione del volume ‘La Storia della Cassa’ di Carla Giovannini e Angelo Varni (edizione Laterza, 305 pagine, collana Storia delle Banche in Italia) aggiunge alla prima edizione del 2000 la importante ed interessantissima parte più recente della storia della Cassa di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Un volume di grande importanza in cui le vicende della banca, privata e indipendente dal 1840, si intrecciano sempre più con la storia d’Italia e dell’Emilia Romagna in particolare, di cui la Cassa è sempre più punto di riferimento per lo sviluppo economico, culturale e sociale. La nuova edizione, impreziosita anche da foto particolarmente significative ed un’interessante appendice, racconta con grande completezza ed efficacia gli ultimi 26 anni della storia della Cassa e della Fondazione, anni caratterizzati da grandi cambiamenti, da una continua crescita degli utili, del numero delle filiali, delle attenzioni per i territori e, per la Fondazione, della progettazione e dei grandi eventi organizzati in campo culturale, sociale ed educativo.‘Verso una nuova dimensione tra territori ed Europa’ è appunto il titolo dell’ultima sezione scritta da Varni e Giovannini in cui Cassa Ravenna e Fondazione sono sempre più protagoniste del processo di crescita ed integrazione europea del mondo economico, ma contemporaneamente rafforzano il proprio radicamento nei territori, sia come ampliamento della rete delle filiali e dei rapporti con famiglie e imprese, sia come estensione dell’area digitale con tutte le più moderne forme di interazione, sia infine come attività di supporto diretto e indiretto, attraverso la Fondazione, ai mondi dell’associazionismo, alla salute pubblica, agli anziani e disagiati, all’educazione, al volontariato ed allo sport. Il libro attraversa tutti i momenti storici della Cassa e della Fondazione, legandoli e amalgamandoli con una costante rappresentazione degli scenari internazionali e della crescente forza interna ed esterna della banca: si va dall’acquisto del 70% di Italcredi nel 2006 all’acquisto del Banco di Lucca e del Tirreno nel 2008, dall’inaugurazione della prestigiosa filiale di via Barberini a Roma, in pieno centro nella Capitale, al restauro dei Chiostri da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna del 2010, dalla inaugurazione dei Musei Byron e del Risorgimento del 2024 alla visita dei Reali Inglesi Carlo e Camilla il 10 aprile 2025. Grande prestigio e rilievo nazionale ha avuto anche per la Banca e per la Fondazione la nomina unanime di Antonio Patuelli a Presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) nel 2013, con la successiva elezione per acclamazione più volte fino al 2026. Nonostante le crisi bancarie (la Cassa è stata chiamata a contribuire in maniera cospicua al salvataggio delle banche concorrenti), la pandemia, le tragiche guerre e la drammatica alluvione del 2023, la Cassa di Ravenna ha potuto, grazie alla lungimiranza delle scelte compiute, al grande senso di responsabilità ed alla prudenza della gestione, garantire ai soci utili sempre importanti e negli ultimi anni ha chiuso più volte con il bilancio record, il migliore dal 1840. Questo nonostante un modello di business compatibile con la grande attenzione ai temi della sostenibilità (che ha consentito tra l’altro nel 2025 il riconoscimento dello Standard Ethics), della parità di genere (di cui le banche e società del gruppo hanno avuto pieno riconoscimento con la Certificazione ISO 2022) ed alla diffusione della conoscenza in ambito economico e finanziario con le lezioni proposte gratuitamente a migliaia di studenti e le conferenze promosse su tutto il territorio contro le truffe digitali e sull’intelligenza artificiale. Il concerto nella Sala Nervi del Vaticano, alla presneza del Papa Leone XIV, diretto dal Maestro Muti, fortemente voluto e sostenuto da Cassa Ravenna e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, rappresenta la chiusura ideale di questo quarto di secolo raccontato da Varni e Giovannini con il rigore scientifico dei docenti universitari ma anche con la visione complessiva del territorio e delle sue dinamiche che deriva da una forte sensibilità e curiosità professionalità e umana. Angelo Varni, professore emerito dell’Università di Bologna, è stato, tra gli altri incarichi, Pro Rettore dell’Alma Mater e Direttore del Dipartimento Discipline Storiche dell’Ateneo bolognese. Carla Giovannini è stata Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Università. I due sono stati autori, sempre per Laterza, anche della prima edizione del libro, caratterizzata da un grande successo e le cui copie andarono rapidamente esaurite. La nuova edizione è acquistabile in libreria oppure online. Ravenna, 31 agosto 2026 In allegato: la copertina della seconda edizione de La Storia della Cassa di Ravenna
Una tesi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna sul Museo delle Bambole ed Altri Balocchi
La tesi “Ricercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto” ha trovato ispirazione all’interno del Museo delle Bambole ed altri Balocchi, scrigno di tesori e arte all’interno dell’elegante complesso dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Miriam Fabietti, studentessa neo-laureata all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, Corso di II livello di decorazione e mosaico, ha scritto questa tesi, relatore Nicola Renzi, che si intitola integralmente ‘La lettera di Maria – Ricercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto’. Maria è una bambola che l’autrice ha realizzato a mano quando aveva cinque anni e che l’ha accompagnata nella sua infanzia. Partendo da questo elemento ludico, affettivo, Miriam Fabietti ha indagato il complesso rapporto tra forma e contenuto nell’arte, individuando nell’infanzia il luogo dell’esperienza originaria in cui è possibile trovare il compromesso. La tesi affronta un tema artistico, sociale e culturale, trovando un importante luogo di approfondimento e ricerca nel Museo delle Bambole ed altri balocchi, dove l’autrice, accompagnata della fondatrice Graziella Gardini Pasini e Patrizia Miglietti, ha potuto consultare testi della biblioteca privata del Museo. La tesi non poteva che essere particolarmente originale: scritta interamente a mano, ha una forma di bambola, dipinta ad acquerello su un tessuto di cotone, il tessuto di Maria, trattato con la colla di coniglio. Miriam Fabietti parte dal dualismo nell’arte tra forma e concetto che, nella storia dell’arte, non sempre hanno trovato un equilibrio ben bilanciato. Ha cercato di individuare questo compromesso nell’infanzia ed è arrivata alla bambola, studiando in particolare i riferimenti di Giorgio Agamben e Leonora Carrington’. ‘’La lettera di Maria _ spiega ancora Miriam Fabietti _ è un modo per cercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto. Giorgio Agamben ha sviluppato il tema dell’infanzia, intesa come momento che precede l’arrivo delle parole e del linguaggio, il luogo dell’esperienza originale. La bambola in questo gioca un ruolo importante, perché è forma e concetto assieme, simulacro polivalente dell’umano, riferimento quotidiano di affetti, vita ed esperienza. La sua storia è affascinante: è stata icona, effigie sacra, rito-gioco e gioco-rito, è stata presente nei corredi funebri e ancora oggi gioca un ruolo fondamentale nella nostra società. Il Museo delle bambole diventa, in questo contesto, un luogo prezioso da riscoprire che può aiutarci a ritrovare la nostra vera essenza. Ravenna, 10 agosto 2026 In allegato: Miriam Fabietti con la sua tesi il giorno della laurea e la tesi ‘Lettera a Maria’
Avviati i lavori di restauro della statua di Minghetti a Bologna sostenuti da Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, La Cassa di Ravenna e Banca di Imola
Sono stati completati i lavori di allestimento del cantiere che per tre mesi circa consentirà di realizzare il completo restauro del monumento dedicato a Marco Minghetti posto al centro dell’omonima piazza a Bologna. Il restauro è completamente finanziato dal Gruppo La Cassa di Ravenna, in particolare da La Cassa di Ravenna e dalla Banca di Imola, oltre che dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, in occasione della ricorrenza dei 140 anni dalla morte del banchiere e statista bolognese, uno dei principali protagonisti dell’Unità d’Italia. Marco Minghetti è stato più volte Ministro del nuovo Regno d’Italia, in particolare Ministro degli Interni nei governi Cavour e Ricasoli e Ministro delle Finanze nel governo Farini, al quale succedette come Presidente del Consiglio Consiglio fra il 1863 e il 1864. Dopo un’altra esperienza come Ministro dell’Agricoltura, del Commercio e dell’Industria nel governo Menabrea, fu nuovamente Presidente del Consiglio dal luglio 1873 al marzo 1876. Il restauro, affidato al restauratore Nicola Salvioli, di Firenze, specializzato nel recupero di grandi opere in bronzo, sarà l’occasione per far ritornare alla bellezza originaria uno dei suoi più importanti monumenti storici della città di Bologna, e anche per recuperare la memoria e la conoscenza di una delle figure più significative del percorso che portò all’Unità d’Italia e al suo successivo consolidamento. Grazie al progetto dell’involucro del ponteggio realizzato dallo Studio Iosa Ghini di Bologna, i cittadini e le cittadine, turisti e turiste avranno la possibilità di leggere, anche in inglese, notizie sulla figura di Marco Minghetti, sulla storia del monumento, sullo scultore piemontese Giulio Monteverde che lo realizzò nel 1896, nonché sullo stato di conservazione del monumento stesso e sulla tipologia dell’intervento di restauro. Ravenna, Bologna, Imola 12 agosto 2026
I complimenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna per gli ottimi risultati del bilancio semestrale della Cassa
La Presidente Mirella Falconi Mazzotti, a nome della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, si complimenta con il Presidente della Cassa di Ravenna Antonio Patuelli e con il Direttore Generale Nicola Sbrizzi per l’eccellente bilancio semestrale approvato in questi giorni, un bilancio che mostra un utile significativamente crescente rispetto a quello dell’anno scorso, quando la Cassa chiuse con il bilancio migliore di sempre dal 1840. ‘Questi risultati _ afferma la Presidente Mirella Falconi Mazzotti _ confermano la straordinaria capacità, la lungimiranza e l’efficienza del Gruppo La Cassa di Ravenna che, nonostante le terribili guerre in corso e le conseguenti difficoltà dell’economia mondiale riesce a registrare risultati importantissimi, a fronte tra l’altro di accantonamenti assai cospicui in linea con il senso di responsabilità e la strategia prudente da sempre adottati dal Presidente Antonio Patuelli e dal Direttore Generale Nicola Sbrizzi. Questi risultati _ conclude la Presidente Falconi Mazzotti _ rappresentano per la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna una nuova accresciuta possibilità di intervenire con sempre più forza sui territori con attività sociali e con progetti diretti come i Musei Byron e del Risorgimento e Prospettiva Dante e con erogazioni indirette al volontariato, all’Università, ai settori disagiati, alla salute pubblica, alla cultura ed allo sport. Tutte attività possibili grazie innanzitutto a questi risultati annualmente così positivi realizzati dalla Cassa di Ravenna Spa’. Ravenna, 8 agosto 2026
Il ricordo di Geoffrey Bond: donò alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna una parte importante della sua collezione di cimeli di Byron
I Musei Byron e del Risorgimento apprendono con profonda commozione la scomparsa di Geoffrey Bond, illustre mecenate del Museo, studioso di fama internazionale e sostenitore convinto della Italian Byron Society. La sua figura, tra le più autorevoli nel panorama degli studi byroniani contemporanei, ha contribuito in modo decisivo alla nascita, alla crescita e alla identità culturale del Museo dedicato al grande poeta inglese. Gli Organi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – la Presidente Mirella Falconi Mazzotti, il Vicepresidente Franco Gabici, il Segretario Generale Giancarlo Bagnariol – insieme alla Direttrice dei Musei Alberta Fabbri, si uniscono alla Italian Byron Society, al Presidente Ernesto Giuseppe Alfieri, ai Vicepresidenti Gregory Dowling e Diego Saglia, e porgono alla moglie Dianora e alla famiglia le più partecipate condoglianze, riconoscendo in Geoffrey Bond un alleato prezioso, un amico dei Musei e un custode appassionato della memoria byroniana. Insignito delle onorificenze OBE (Officer of the Order of the British Empire per meriti straordinari in ambito artistico, scientifico e pubblico), DL (Deputy Lieutenant, rappresentante del Sovrano in eventi ufficiali della contea) e FSA (Fellow of the Society of Antiquaries, riservato a chi si distingue nello studio delle Humanities), Bond ha dedicato la sua vita alla tutela della cultura e alla diffusione della tradizione byroniana. La sua residenza – Burgage Manor a Southwell nel Nottinghamshire, dimora in cui Byron visse tra il 1803 e il 1808 – è stata per decenni luogo di studio, conservazione e raccolta di cimeli, trasformata in un vero e proprio santuario della memoria del poeta. Autore di numerosi studi – tra cui Byron’s Manor. Birthplace of his poetry, Lord Byron’s Best Friends: from bulldogs to Boatswain & beyond e, con Christine Kenyon Jones, Dangerous to Show. Byron and His Portraits – Bond ha intrecciato la propria biografia con quella del Poeta, trasformando la sua dimora e la sua attività di collezionista in un percorso di ricerca, tutela e divulgazione che trova oggi compimento nelle sale dei Musei Byron e del Risorgimento. La sua passione per i temi byroniani si è tradotta in responsabilità culturale, in generoso mecenatismo e in una capacità unica di addentrarsi nelle pieghe della persona e della personalità di Byron. Quando, nel 2019, venne a conoscenza del progetto ravennate, diretto e coordinato da Donatino Domini con Claudia Giuliani, Bond scelse di donare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna una parte significativa della sua collezione, riconoscendo nella città e nel nascente Museo un luogo capace di accogliere e valorizzare la memoria byroniana con profondità e rigore. La sua decisione ha reso possibile la costituzione di un nucleo collezionistico unico nel panorama europeo e internazionale. Tra le donazioni più preziose si annoverano i busti di Lord Byron, nella copia da Edward Hodges Baily (1788–1867) e nella manifattura Wedgewood, oggi esposti rispettivamente in Sala Venezia accanto al busto di Teresa Guiccioli e in Sala Letteratura e Vita; la Biblioteca Byroniana, con editio princeps e rariora dell’editoria londinese, tra cui la prima edizione delle Hebrew Melodies; oltre a incisioni attentamente selezionate sul mercato antiquario. Durante la sua ultima visita a Ravenna, il 15 ottobre 2025, accompagnato dalla moglie Dianora, Bond ha ulteriormente arricchito le collezioni con una coppia di busti in miniatura di Byron e Walter Scott datati 1830, oggi esposti nella sala dedicata alla Byromania. Il ricordo di quella giornata – della sua rara eleganza, della sua voce brillante, della sua indomita curiosità nel dialogare con i molti attori del progetto museografico e nell’immaginare nuove forme di trasmissione dell’eredità culturale di Byron – è ancora intatto e profondamente vivo. È un ricordo che non possiamo dimenticare. I Musei Byron e del Risorgimento, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e la Italian Byron Society ricordano Geoffrey Bond con gratitudine profonda. Le collezioni da lui donate continueranno a parlare ai visitatori, agli studiosi e alle nuove generazioni, custodendo la memoria di Byron e testimoniando la generosità di un mecenate che ha saputo trasformare la passione in eredità culturale. Ravenna, 7 agosto 2026 Nella foto: Geoffrey Bond con il Vice Presidente dell’Italian Byron Society Gregory Dowling
Musei Byron e del Risorgimento e Museo delle Bambole: prolungato l’orario alle 19.30 fino al 1° novembre
Il Musei Byron e del Risorgimento ed il Museo delle Bambole ed altri Balocchi da martedì prossimo 4 agosto e fino a domenica 1 novembre saranno aperti fino alle 19.30: un prolungamento dell’orario che è stato deciso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, presieduta da Mirella Falconi Mazzotti, per venire incontro alle richieste dei molti turisti e turiste che scelgono di visitare con più tempo a disposizione i Musei Byron e del Risorgimento nella parte centrale e finale del pomeriggio, potendo in questo modo approfondire con più tempo e più calma i molteplici contenuti, le numerose narrazioni multimediali e studiare più attentamente i cimeli, le opere prime, i ritratti ed i ‘tesori’ esposti nelle sale. Un patrimonio che, grazie alla turnazione dei cimeli e dei documenti esposti ed anche alle frequenti donazioni, si arricchisce sempre di nuovi preziosi documenti e memorabilia. ‘Abbiamo deciso _ ha spiegato la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti _ di estendere l’orario, sia per venire incontro alle richieste stesse di visitatori e visitatrici, sia per rendere sempre più interessante, aperta ed accogliente la nostra città che, anche in questo periodo estivo, sta ospitando tantissime persone, molte delle quali provenienti dalle crociere internazionali ma non solo; per questi turisti e turiste ma anche per i nostri cittadini è importante mettere a disposizione, in ogni modo possibile, l’immenso patrimonio culturale, storico e letterario di cui la nostra città dispone, in gran parte tra l’altro visitabile a piedi, con pochi passi ed in un immenso Museo diffuso che va dalla tomba di Dante e dai Chiostri Danteschi ai Musei Byron e del Risorgimento fino a San Vitale. Un percorso di bellezza e di cultura tra i più belli al mondo da vivere con calma, anche verso sera, prima di andare a cena’. Oltre al prolungamento dell’orario quotidiano, va ricordato che i Musei Byron e del Risorgimento ed il Museo delle Bambole, in occasione dell’iniziativa ‘Mosaico di notte’ sono aperti tutti i mercoledì sera di luglio ed agosto fino alle 22, con visite guidate che partono alle 19.45. Per informazioni www.visitravenna.it Ravenna, 31 luglio 2026
Progetto Futuro: ecco i nomi dei vincitori delle borse di studio per l’anno 2025-2026
La settima edizione di Progetto Futuro, l’evento ideato dalla della Secam Srl e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, dall’Ufficio Scolastico Territoriale e dalla Fondazione Golinelli, sta per giungere al gran finale: mentre le scuole sono in vacanza, infatti, la giuria ha concluso il suo lavoro di selezione delle candidature ed al termine di una attenta e approfondita valutazione di ogni studentessa e studente ha deciso i nomi dei vincitori di questa edizione. L’obiettivo della giuria è quello di premiare con borse di studio alunni ed alunne meritevoli che frequentano il quinto anno della scuola primaria del Comune di Ravenna. All’edizione di quest’anno hanno partecipato 8 istituti comprensivi, con il ritorno dell’IC Darsena e l’ingresso dell’IC Canevaro, per 68 candidature complessive: i vincitori complessivi sono 23, tre in più dell’anno scorso per poter premiare almeno uno studente per ogni plesso di ciascun IC candidato, con il riconoscimento per ciascun vincitore di 250 euro in attività formative e 250 euro di borsa di studio . e da quest’anno riceveranno un premio anche gli istituti Gli alunni e le alunne che non sono risultati vincitori riceveranno comunque un premio e da quest’anno riceveranno un premio anche gli istituti. Questa scelta rappresenta l’evoluzione naturale del progetto, nato dalla convinzione che il merito debba essere riconosciuto, ma che nessun giovane debba sentirsi escluso dal valore dell’impegno. Gli Istituti partecipanti sono stati: IC Randi, IC Damiano, IC Ricci-Muratori, IC San Pietro in Vincoli, IC San Biagio, IC Valgimigli, IC Darsena, IC Canevaro. Sono state assegnate 23 borse di studio da 250 euro più altri 250 euro in attività didattiche e formative, da svolgere a Ravenna, secondo un programma definito dai partner, condiviso con le scuole a cura della Fondazione Golinelli tramite la Società G-Lab Srl Impresa Sociale, per la valorizzazione delle competenze in ambito metodologico, scientifico e tecnologico, per favorire la conoscenza di sé e delle proprie potenzialità. L’assegnazione delle borse di studio è stata definita sulla base di autonome e insindacabili determinazioni dalla Commissione di Valutazione, composta da un rappresentante della Società SECAM, della Fondazione Cassa Ravenna, della Fondazione Golinelli e dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna, sulla base di un’analisi comparativa delle richieste tenuto conto di diversi criteri tra cui la media dei voti, l’originalità, motivazione e completezza dell’elaborato dello studente e l’impegno sociale. Inoltre, tra i criteri si tiene conto anche della provenienza scolastica, della rappresentanza straniera nonché della parità di genere, ovvero particolare attenzione è stata data alla garanzia della parità numerica tra maschi e femmine. Questi i vincitori delle borse di studio da 250 più 250 euro: Martina Tassinari, Alessio Perazzini, Matilde Grossi, Caterina Ghinassi (IC Randi), Vittoria Cuder, Bryan Roberto (IC Damiano), Lorenzo Montali, Greta Fornabaio, Djemka Abdiu (IC Ricci Muratori), Cosimo Deplano, Amira Berardi Cea, Gioele Zanfini, Antonia Valentina Puiu (IC San Pietro in Vincoli), Vasile Stratan, Zeno Cortini, Irene Saporetti, Sofia Carbone (IC San Biagio), Giada Berardi, Emma Maestri, Enea Pennesi (IC Valgimigli), Purity Ugwu Chrisonari, Jacopo Liverani (IC Darsena), Nicolas Rocchi (IC Canevaro). Questi gli altri candidati e candidate per Progetto Futuro 2025-2026: Mattia Missiroli, Leonardo Callegari, Martina Cassanelli, Francesco Saragoni, Caterina Faraoni, Ludovica Rita Palumbo, Anastasia Ioana Batea, Samuel Aidara, Emilio Villa, Marco Gotini, Nicolò Palermo, Linda Vitali, Luca Pasi, Davide Brighi (IC Randi), Emma Boattini, Gabriel Behari, Ginevra Forlini, Gloria Toreno, Alessandro Agati (IC Damiano), Divine Omoyemhe Braimah, Jacopo Bignardi, Mattia Nanni, Federico Gallina (IC Ricci-Muratori), Dafne Martini, Anita Mazzotti, Bianca Cellini, Isabela Elena Cornea, Bryan Tantillo (IC San Pietro in Vincoli), Matteo Mona, Elena Benelli, Emilio Montanari, Giulia Sophia Jinga, Emma Cambisi, Mattia Morigi, Giacomo Giordano, Melissa Orioli (IC San Biagio), Davide Guido Tona, Nicole Comandini, Alex Venturi, Costanza Rosini (IC Valgimigli), David Mishovski, Davide Dovere, Sofia Balella, Rexhep Xyke (IC Darsena), Emis Kashari (IC Canevaro). La premiazione avverrà nel prossimo mese di settembre alla presenza, tra gli altri, della Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna Edoardo Soverini e dell’ingegber Romeo Tasselli della Secam Srl. Ravenna, 24 luglio 2026 Nella foto: la premiazione dell’edizione 2024-2025
I Musei Byron e del Risorgimento ancora protagonisti sui media internazionali: ampio reportage sulla rivista Country Life
‘Se Byron tornasse oggi a Ravenna troverebbe gran parte del suo centro storico come era allora’: sono stati i Musei Byron e del Risorgimento ad ispirare un ampio reportage su Ravenna vista con gli occhi del grande poeta inglese, sulla prestigiosa rivista inglese ‘Country Life’. E’ questa la rivista per eccellenza dedicata alla vita rurale e al fascino delle case di campagna che si caratterizza per articoli su giardini, dimore storiche, antichità e belle arti; ogni numero è una finestra sul mondo della campagna britannica con alcuni servizi accuratamente selezionati che si rivolgono anche oltremanica, come in questo caso. Il reportage ‘Cantos in the quiet’ firmato Jack Watkins, celebre scrittore e giornalista amato anche per i suoi reportage sull’antica Londra e sui luoghi più caratteristici del mondo, parte proprio da una lettera inviata da Byron alla moglie Anne Isabella da Ravenna: ‘Come se provenisse da un altro mondo _ scrive Byron _ questa città lontana dalle guerre e dai viaggiatori è come se provenisse da un’epoca remota’. Viaggiatori in realtà oggi ne arrivano moltissimi, sempre più attratti anche dalla splendida narrazione di Byron e del Risorgimento raccontata nei Musei loro dedicati, ma per il resto la frase del poeta di oltre duecento anni fa calza a pennello. ‘L’aura di una città gentile che medita silenziosamente _ è ancora Byron che scrive _ su un passato illustre è sopravvissuta fino ai giorni nostri’. Il reportage coglie significativamente anche il rapporto tra Byron e Dante, cui il Grande Poeta rese visita più volte, la prima delle quali immediatamente al suo arrivo a Ravenna. Un collegamento, quello tra Dante e Byron, che è sempre più al centro di studi e interesse, anche a livello turistico, con un flusso crescente di persone che, dopo aver visitato i Chiostri Danteschi e la tomba del Sommo Poeta, arrivano ai Musei Byron e del Risorgimento per cogliere il profondo nesso, letterario, storico e di impegno per un’Italia libera e unita, che lega i due poeti. E non è un caso che il reportage su Country Life arrivi proprio nel giorno della vasta eco, su tutta la stampa nazionale e non, del programma di Prospettiva Dante 2026. Il reportage sui Musei Byron e del Risorgimento conferma come l’attenzione mediatica dei media anglosassoni e non solo sia sempre più forte, approfondita e costante: l’importante visibilità su tutti i media internazionali, dal Guardian al The Times, dall’Indipendent al Daily Telegraph, per proseguire sugli americani CN Travellers, Italy Mag e Woman Business Journal fino ad arrivare ai media canadesi, australiani e brasiliani continua ad accendere un riflettore internazionale sui Musei ideati da Antonio Patuelli e fortemente voluti, sostenuti e realizzati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, la cui Presidente Mirella Falconi Mazzotti è al lavoro per un importante programma di appuntamenti che partiranno nel mese di agosto e che avranno importantissime novità sia in termini di eventi che di artisti coinvolti. Ravenna, 22 luglio 2026
Al Maestro Riccardo Muti il Premio Dante-Ravenna: la cerimonia di consegna durante il festival Prospettiva Dante dal 16 al 20 settembre 2026
<La notte che le cose ci nasconde» non è, per Dante, un tempo di disperazione ma di attesa e preparazione; un tempo in cui cresce il desiderio della luce e della conoscenza. Il verso dal canto XXIII del Paradiso scelto come titolo della XV edizione di Prospettiva Dante – il solo festival interamente dedicato al Poeta, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca – richiama quella tensione, quel desiderio che accompagna ogni autentica ricerca, in cui l’oscurità non è una condizione definitiva ma il preludio a una visione straordinaria. Prospettiva Dante torna in scena a Ravenna dal 16 al 20 settembre, “illuminando” cinque giornate con incontri ed eventi che uniscono ricerca, alta divulgazione e arti dello spettacolo, grazie a ospiti come Monica Guerritore, Aldo Cazzullo, Raffaele Pinto, Daniele Silvestri, Roberto Mercadini, Virginio Gazzolo, Chiara Pavan, padre Egidio Monzani… A Riccardo Muti sarà assegnato il Premio Dante-Ravenna. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, in programma nella “casa” del festival, i Chiostri Danteschi di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio, con una sola eccezione per la performance nella corte dei Musei Byron e del Risorgimento. La manifestazione, posta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ravenna, della Fondazione Enzo Bettiza e degli Amici dell’Accademia della Crusca; media partner «QN – il Resto del Carlino». «Con la XV edizione di Prospettiva Dante la Fondazione rinnova ancora una volta il proprio impegno nel fare dell’identità culturale della Città un’esperienza viva, aperta e condivisa – sottolinea Mirella Falconi Mazzotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – Luoghi come i Chiostri Danteschi accanto alla Tomba del Poeta, nel cuore della “zona del silenzio”, o come i Musei Byron e del Risorgimento, che quest’anno si affiancano ai Chiostri nell’accogliere il festival, sono sempre più vissuti come spazi di incontro e partecipazione, anche con inedite confluenze. Ne è un esempio Giallo Dante, il concorso letterario nato nell’ambito di Prospettiva Dante e che testimonia come il dialogo con il Poeta possa avvenire anche nel segno di un linguaggio contemporaneo quale quello del giallo e del poliziesco, generi amatissimi in Italia. Dopo tutto, il verso-titolo di quest’edizione ci invita a non fermarci all’oscurità dell’incertezza, ma a coltivare il desiderio della conoscenza e della comprensione. Un desiderio che questo festival continua ad accendere e nutrire nel suo pubblico, anno dopo anno.» «Quest’edizione sarà inoltre impreziosita dalla presenza di Riccardo Muti, a cui sarà assegnato il Premio Dante-Ravenna – continua Mirella Falconi Mazzotti – Il Maestro Muti, che ha eletto Ravenna a propria casa e ha diretto le più prestigiose orchestre nei maggiori teatri del mondo, si batte da sempre per restituire all’opera italiana la sua originaria unità di musica, parola e teatro. Attraverso una costante, filologica e drammaturgica attenzione al valore espressivo della parola cantata, ha contribuito a custodire e trasmettere la ricchezza della nostra lingua, riconoscendone il ruolo essenziale nella costruzione dell’identità culturale del Paese. Al tempo stesso, il suo impegno nel promuovere nuove creazioni ispirate a Dante, come in occasione del settimo centenario della morte del Poeta, ha confermato la vitalità dell’eredità dantesca. Non a caso questo riconoscimento segue da vicino quello ricevuto nel 2025 dall’Accademia della Crusca come “Benemerito della lingua italiana”.» «L’impegno e la presenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna nell’ambito delle celebrazioni dantesche – osservano il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, e l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – rappresentano un fiore all’occhiello per tutta la città. Ravenna, a distanza di oltre settecento anni dalla morte del Sommo, continua a rinnovare un rapporto vitale con Dante e la sua eredità grazie ad una pluralità e ad una ricchezza di linguaggi che coinvolgono istituzioni culturali, artisti, comunità di dantisti e operatori culturali. Prospettiva Dante rappresenta da anni, in questo contesto, un punto di riferimento sia in termini di ricerca culturale, sia in termini di capacità di declinare il pensiero dantesco in momenti di grande popolarità. Ulteriore motivo di orgoglio, quest’anno, il conferimento del Premio Dante-Ravenna ad un altro illustre ravennate, il Maestro Riccardo Muti, direttore di fama internazionale e illustrissimo concittadino che, con la sua attività, contribuisce anche ad investire sui giovani talenti e sulle nuove generazioni.» «Quest’anno sono 15 anni di festival, tra Dante2021 e Prospettiva Dante – ricorda Domenico De Martino, direttore di Prospettiva Dante – Molto si deve alla precoce intuizione generativa del Dott. Patuelli, presidente de La Cassa di Ravenna. E moltissimo dobbiamo al pubblico che ha creduto in un progetto che si può pensare presenti alcuni caratteri che vanno anche al di là di Dante, ma che certo muovono dalla potente ricchezza della Sua poesia. In questi anni si è sviluppata qui una forma di aggregazione che, tenendo insieme ricerca, arte, spettacolo, ha messo in atto una divulgazione attiva e dinamica, e insieme avventurosa e “amorosa”. Non sono mancate le difficoltà: a volte, come accade nella vita, ci siamo “perduti”, ci siamo sentiti sopraffatti dalla «notte che le cose ci nasconde», quando si perdono i riferimenti e ogni ombra può spaventarci. Eppure sempre, con i suoi versi, fatti nostri con qualche fatica ma con gusto, ci troviamo, «fiso guardando», ad attendere (o forse caparbiamente a ricostruire) una nuova alba, che ci meritiamo, e in cui percepiamo «con ardente affetto» che il bene, il male, il senso delle cose sono ancora fatti e valori che ci riguardano – così come Dante continua, al fianco nostro, a indicarci.» L’apertura del festival è mercoledì 16 settembre, alle 17.30 ai Chiostri Danteschi con i saluti di Mirella Falconi Mazzotti (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Nicoletta Maraschio (presidente onoraria dell’Accademia della Crusca) e Domenico De Martino (direttore di Prospettiva Dante). Con Dall’Inferno all’Infinito i versi di Dante e Leopardi saranno affidati a un’attrice fra le più autorevoli e celebrate del nostro teatro e cinema, Monica Guerritore, la cui straordinaria carriera è stata segnata dall’incontro con registi che vanno da Strehler a Lavia e Özpetek. E che, nel proprio sito ufficiale, ci ricorda che “le cose più belle sono nella maggior parte nascoste” – in perfetta sintonia con lo spirito di quest’edizione di Prospettiva Dante. Alle 21 la premiazione di Giallo Dante, il nuovo concorso lanciato da Prospettiva Dante per racconti gialli e polizieschi collegati alla figura di Dante, al Trecento fiorentino o a personaggi e situazioni della Commedia, con ambientazione e riferimenti danteschi ben delineati. Dopo la selezione dei dieci finalisti da parte di insegnanti di materie letterarie in ogni parte d’Italia, saranno designati i tre vincitori dalla giuria guidata dallo scrittore Giancarlo De Cataldo, celeberrimo autore di Romanzo criminale, e composta da Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca, Domenico De Martino, direttore del festival Prospettiva Dante, gli scrittori Marco Vichi e Roberto Riccardi, il direttore della manifestazione ravennate GialloLuna NeroNotte Nevio Galeati e la giornalista e traduttrice Federica Angelini. L’appuntamento sarà arricchito da letture di Amerigo Fontani, mentre completa la serata il concerto Strane ipotesi per il Paradiso con l’ensemble jazz Six for Five, guidato al pianoforte da Alessandro Di Puccio, direttore del Dipartimento Jazz dell’Accademia Musicale di Firenze, con Matteo Zecchi al sassofono, Toni Cattano al trombone, Francesco Tino al basso, Michele Andriola alla batteria e la cantante Virginia. Giovedì 17 settembre alle 17 il decano degli interpreti danteschi Virginio Gazzolo affronta il XXXIII canto del Paradiso, l’ultimo di tutta la Commedia, dove alla preghiera che San Bernardo rivolge alla Vergine perché questa interceda presso Dio e consenta a Dante la visione finale della Sua essenza, segue la “folgorazione” mistica che permette al Poeta di realizzare il proprio desiderio di conoscenza, contemplando i misteri, come vuole il verso finale, de «l’amor che move il sole e l’altre stelle». A seguire la scena è di Chiara Pavan, che nella laguna di Venezia guida un ristorante premiato con una stella Michelin e la Stella Verde per la sostenibilità e che ha partecipato come ospite speciale a Masterchef. Pavan ha maturato un’idea di “cucina ambientale” che si lascia guidare dalle materie prime del territorio, valorizzando erbe spontanee e specie invasive, immaginando nuovi usi per gli scarti e reinventando la tradizione. A Prospettiva Dante propone La misura del cibo. Da Dante alla cucina contemporanea, per non cadere nella «dannosa colpa de la gola» (Inf. VI, v. 53) – il cibo è infatti uno specchio del nostro modo di abitare il mondo e Pavan riflette su come sostenibilità, stagionalità e lotta allo spreco non siano solo pratiche, ma una nuova idea di piacere, fondata su consapevolezza e responsabilità. Alle 21 si compone l’omaggio del festival a San Francesco, a ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi. Al suo Cantico delle creature è dedicato il monologo dell’affabulatore, drammaturgo, scrittore e youtuber cesenate Roberto Mercadini – sempre narratore di eccezione, capace di dosare competenza e ironia, senso critico e meraviglia che si tratti di celebrare il genio di Leonardo da Vinci o prestare voce all’Eneide, ricostruire la storia della bomba atomica o discutere di evoluzionismo, felicità o testi biblici. Padre Egidio Monzani, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, ci invita invece a scoprire L’altro Francesco. Venerdì 18 settembre alle 17 si inaugura la mostra fotografica di Giampiero Corelli Io sono Dante. Pare che oggi in Italia non più di 70.000 persone si chiamino Dante. È uno dei quei nomi che sono al contempo onore e onere, richiamando immediatamente una figura di enorme statura nella storia e nella letteratura, e la sua ricorrenza testimonia l’attaccamento a una tradizione e il richiamo affettivo al Poeta. Corelli si è messo alla ricerca di chi può dire, oggi, “Io sono Dante”, lasciando emergere uno dei tanti aspetti del radicamento dell’autore della Commedia nella nostra vita. A seguire Giorno e notte nella Commedia, una riflessione di Raffaele Pinto, formatosi alla Normale di Pisa e all’Università “Federico II” di Napoli ed attualmente professore di Filologia Italiana presso l’Università di Barcellona, dove coordina un seminario permanente di psicoanalisi, cinema a letteratura. La sua ricerca si è concentrata anche su Dante e l’irradiazione della sua opera nella letteratura e nel cinema. Alle 21 l’appuntamento è ai Musei Byron e del Risorgimento: nella corte interna, Vincenzo De Angelis, Amerigo Fontani, Marcello Prayer e Anna Laurence propongono Profeti in esilio (Dante, Byron e Da Ponte), una conversazione con letture e musiche (Francesco Dillon al violoncello) attorno alla traduzione che, dalla New York del 1819, il librettista di Mozart propose della Profezia di Dante che Byron compose proprio a Ravenna, ispirato dall’amata Teresa Guiccioli. Emerge forte, attraverso i secoli, l’appello alla libertà e all’unità dell’Italia. Sabato 19 settembre, alle 17, si ritorna ai Chiostri Danteschi con Non solo rap: citazioni da Dante e strategie della sperimentazione musicale. Lorenzo Veglia, studioso di diritto laureato all’Università di Torino, e Giacomo Venara, dottorando presso la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, esplorano le strategie con cui il rap e la musica contemporanea fanno uso di Dante; loro complice Andrea Anzivino, in arte Anzj – artista, musicista e ingegnere del suono da milioni di streaming, sia da indipendente che con etichette come Sony Music Publishing e Columbia Records. Una riflessione particolare sarà dedicata all’opera della cantautrice statunitense Ethel Cain, esempio virtuoso di dialogo con la Commedia nel quadro di una rielaborazione dei contenuti in un prospettiva contemporanea. Alle 21 il Premio Musica e Parole, quest’anno assegnato a Daniele Silvestri. Cantautore che sa descrivere in maniera sincera, ironica e romantica il nostro Paese e chi lo abita, raccontando storie di vita quotidiana ma anche affrontando tematiche sociali e politiche in modo diretto e poetico grazie a una combinazione di talento, impegno sociale e versatilità stilistica, Silvestri può indagare con leggerezza l’intimità quotidiana delle Cose in comune e risultare credibile inneggiando un attimo dopo alla rivoluzione popolare di Cohiba, uscendo indenne dal calvario di resistenza di Aria e ballando sulle miserie del vivere post-moderno in Salirò. Domenica 20 settembre, alle 11 l’incontro Da Dante al Rinascimento con il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, che a Dante ha dedicato best sellers editi da Mondadori come A riveder le stelle (2020) o Il posto degli uomini. Dante in Purgatorio dove andremo tutti (2021). Il percorso proposto da Cazzullo per il festival racconta l’Italia non come uno stato politico, ma come una superpotenza culturale e linguistica; un viaggio che unisce il Poeta, considerato l’inventore dell’identità italiana, ai secoli d›oro di Leonardo e Michelangelo, fondatori di una nazione nata dalla bellezza e dalla libertà. Dopo quindici anni a «La Stampa», dal 2003 Cazzullo è inviato speciale ed editorialista del «Corriere della Sera». Ha raccontato le Olimpiadi di Atene e di Pechino, gli attentati dell’11 settembre, il G8 di Genova, gli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi ad opera delle Brigate Rosse. La consegna del Premio Dante-Ravenna a Riccardo Muti è prevista nel corso del festival; la data sarà annunciata prossimamente sul sito ufficiale della manifestazione. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili. Info e programma dettagliato: www.prospettivadante.it Mercoledì 16 settembre > ore 17.30 – Chiostri Danteschi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Apertura del festival Mirella Falconi Mazzotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca Domenico De Martino, direttore artistico di Prospettiva Dante > a seguire Monica Guerritore Dall’Inferno all’Infinito > ore 21 Premiazione del Concorso letterario GIALLO DANTE (I edizione) giuria Giancarlo De Cataldo presidente, Nicoletta Maraschio, Domenico De Martino, Marco Vichi, Roberto Riccardi, Nevio Galeati, Federica Angelini letture di AMERIGO FONTANI > a seguire Strane ipotesi per il Paradiso Six for five con Alessandro Di Puccio direzione e pianoforte, Matteo Zecchi sassofono, Toni Cattano trombone, Francesco Tino basso, Michele Andriola batteria e Virginia voce Giovedì 17 settembre > ore 17 – Chiostri Danteschi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna VIRGINIO GAZZOLO Paradiso XXXIII CHIARA PAVAN La misura del cibo. Da Dante alla cucina contemporanea > ore 21 ROBERTO MERCADINI Un monologo per Il cantico delle creature padre EGIDIO MONZANI L’altro Francesco Venerdì 18 settembre > ore 17 – Chiostri Danteschi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Io sono Dante inaugurazione della mostra fotografica di GIAMPIERO CORELLI > a seguire RAFFAELE PINTO Giorno e notte nella Commedia > ore 21 – Musei Byron e del Risorgimento, corte interna Profeti in esilio (Dante, Byron e Da Ponte) con Vincenzo De Angelis, Amerigo Fontani, Marcello Prayer, Anna Laurence e Francesco Dillon violoncello Sabato 19 settembre > ore 17 – Chiostri Danteschi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Non solo rap: citazioni da Dante e strategie della sperimentazione musicale con LORENZO VEGLIA, GIACOMO VENARA, Anzj > ore 21 Premio Musica E Parole a DANIELE SILVESTRI Domenica 20 settembre > ore 11 – Chiostri Danteschi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ALDO CAZZULLO Da Dante al Rinascimento Premio Dante-Ravenna a RICCARDO MUTI La data sarà annunciata prossimamente sul sito ufficiale della manifestazione.
