Il teatro dentro ai musei. E’ questa la sfida affrontata, e pienamente vinta, dal Ravenna Festival e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con ‘La Bambina Inglese’, andata in scena per otto sere consecutive nell’affascinante corte nobile dei Musei Byron e del Risorgimento realizzando quello che Elena Bucci, autrice del libretto, della drammaturgia e della regia, e splendida protagonista e interprete di Allegra Byron, ha dipinto come ‘un meraviglioso dialogo tra tante arti’ nelle luci magiche del Palazzo che ospitò Lord Byron, Teresa Gamba e poi Luigi Carlo Farini e Giuseppe Garibaldi.
Ospitò anche, ma per troppo poco tempo, Allegra Byron, il cui nome è un ossimoro letterario e reale di una vita infelice e sacrificata all’egoismo del padre ed alle forzature dei tempi che ne hanno fatto una protagonista dolce e drammatica, la cui storia è stata felicemente ritrovata nella narrazione oggi sempre più diffusa di Byron grazie all’intuizione di Angelo Nicastro, direttore artistico del Ravenna Festival, sostenuta con convinzione, entusiasmo ed energia dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ed in particolare dalla sua Presidente Mirella Falconi Mazzotti.
Le otto serate de ‘La Bambina Inglese’ hanno fatto registrare altrettanti ‘tutto esaurito’: dopo la serata inaugurale, caratterizzata da una grande curiosità ed un pizzico di apprensione per un esperimento così importante, con un testo nuovo, una scenografia importante, un progetto completamente innovativo, le serate si sono via via susseguite in un crescendo complessivo, di interpretazione, di pubblico, di consensi, di applausi. Di emozione. Perché il luogo è emozione pura. E’ stato un colpo d’occhio sulla corte e sulle finestre del Palazzo, naturalmente predisposte a diventare palcoscenico supplementare, scena nella scena, a suggerire l’idea di uno spettacolo dentro lo spettacolo del luogo. Genius loci per dirlo alla latina. Incanto per definire quanto provato dal primo all’ultimo secondo dello spettacolo. Iniziato con il battito della storica campana della torre civica, mirabilmente recuperata ed oggi collocata nel portico della corte. E poi uno spettacolo ritmato dalle parole scritte dalla Bucci, dalla musica di Paolo Baioni, con Helmar Hauser, controtenore, Jacopo Prospero, sax, Riccardo Brancato, trombone primo, Amedeo Zecchi, trombone secondo, Lorenzo Mercuriali, poi sostituito per un infortunio da Rosa Pitino, percussioni, diffusa dagli angoli sempre sorprendenti e sempre diversi del Palazzo, dalle finestre, dai portici, dall’androne, dai mille spazi di luce e penombra, di riflesso e poesia, della corte. E poi i personaggi. L’attrice dà voce a tutti i protagonisti, semplicemente cambiando il timbro: Allegra, Claire, Lord Byron, Teresa Gamba, Mary Shelley, perfino le suore del Monastero di Bagnacavallo dove la storia si chiude in un crescendo rossiniano di dramma e tensione.
Prima dello spettacolo finale Marco Angelo Nicastro, direttore artistico del Ravenna festival, ha ringraziato pubblicamente Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Ravenna e primo sostenitore dei Musei Byron e del Risorgimento, presente allo spettacolo con la signora Giulia, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la sua Presidente Mirella Falconi Mazzotti ed il vicepresidente Franco Gabici, la direzione dei Musei con Alberta Fabbri e tutto il personale dei Musei e della Fondazione per il sostegno garantito alla realizzazione di questi spettacoli. ‘Sono stati loro i nostri primi sostenitori e spettatori’ ha detto una commossa Elena Bucci, che ha fatto di questo spettacolo qualcosa di profondamente sentito e personale, qualcosa di suo fin dalla scrittura, dallo studio degli spazi, dall’intuizione della scena.
‘La Bambina Inglese’ non è stata solo una serie di spettacoli di grande successo: è stato l’inizio di qualcosa di importante che, nello scenario dei Musei Byron e del Risorgimento, promette di regalare ancora grandissime emozioni. Come solo il teatro e l’arte, uniti assieme in un progetto così straordinario e riuscito, possono donare.
In autunno sarà possibile rivecede lo spettacolo on demand sulla piattaforma Ravennafestival.live.
Ravenna, 1 luglio 2026
