di MIrella Falconi Mazzotti *
Nella classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita, la città di Ravenna ha conquistato il sesto posto nazionale per la fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni, un risultato che premia un modello di città sempre più attrattivo, sostenibile e attento alle nuove generazioni.
Tra gli elementi che hanno contribuito a questo riconoscimento emerge la presenza universitaria, diventata negli ultimi anni un motore della crescita sociale, culturale ed economica del territorio.
Il campus ravennate dell’Università di Bologna ha infatti trasformato profondamente la città, portando migliaia di studenti, nuovi servizi e una vivacità culturale che oggi rappresenta uno dei punti di forza di Ravenna. La presenza di corsi legati ai beni culturali, all’ambiente, all’ingegneria e alle discipline umanistiche e giuridiche, insieme al corso di laurea in Medicina e Chirurgia attivo da sei anni, ha favorito la nascita di una comunità giovane e dinamica, capace di animare il centro storico e creare nuove opportunità.
In particolare, il corso di laurea in Medicina e Chirurgia ha rappresentato un salto di qualità per l’intero sistema universitario ravennate. Il corso di laurea ha contribuito ad attrarre studenti provenienti da numerose regioni italiane, rafforzando il ruolo della città come polo formativo e sanitario di riferimento. La presenza degli studenti di medicina ha inoltre creato un legame sempre più stretto tra università, ospedale e territorio, generando ricadute positive non solo sul piano accademico, ma anche su quello sociale ed economico.
Le prime proclamazioni delle lauree in Medicina e Chirurgia, tenutesi lunedì scorso, hanno rappresentato un momento simbolico particolarmente significativo per la città. Molti studenti, intervistati durante la giornata, hanno sottolineato di avere trovato a Ravenna un ambiente accogliente, vivibile e capace di offrire negli anni crescenti opportunità anche dal punto di vista dell’integrazione sociale e della qualità della vita universitaria.
La presenza di questo corso di Laurea ha inoltre favorito nuovi investimenti, collaborazioni con il sistema sanitario locale e prospettive di sviluppo legate alla ricerca, alla formazione specialistica e ai servizi sanitari. Un percorso che testimonia la lungimiranza delle istituzioni, degli amministratori e delle realtà pubbliche e private del territorio, che negli anni hanno scelto di investire risorse importanti nello sviluppo dell’insediamento universitario ravennate.
A fare la differenza è anche la qualità complessiva della vita: dimensioni urbane contenute, ampia offerta culturale, attenzione all’ambiente e un costo della vita più accessibile rispetto alle grandi città universitarie italiane.
In un periodo in cui molte metropoli soffrono per affitti elevati, traffico e difficoltà abitative, Ravenna sembra aver trovato un equilibrio capace di coniugare opportunità e vivibilità. Una città dove è possibile studiare, lavorare e costruire relazioni senza rinunciare alla qualità del tempo libero e alla sicurezza.
Il risultato ottenuto nella graduatoria del Sole 24 Ore conferma che oggi i giovani scelgono sempre più realtà urbane a misura d’uomo, ben collegate e culturalmente attive. E Ravenna, forte della sua identità storica ma anche della sua capacità di innovarsi, appare sempre più come un modello da seguire.
*Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
