La magia dei Musei Byron e del Risorgimento abbinata all’eleganza della moda e dei gioielli in cera orafa ed alla suggestione del teatro di Elena Bucci: un insieme straordinario ha reso ancora più incantevoli, per una serata sospesa tra luci e colori, tra estate e autunno, il Palazzo del Musei di Ravenna grazie alla sfilata di Cristina Rocca, un brand autenticamente Made in Italy, alle opere dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna ed all’ouverture ‘Romantiche donne’ di Elena Bucci, già splendida protagonista ai Musei quest’estate con ‘La Bambina Inglese’ dedicato ad Allegra Byron.
Cristina Rocca in questa occasione ha proposto la collezione autunno inverno 2026 con l’eleganza della casa attraversata da un anticonformismo discreto che rielabora dettagli sartoriali riscoperti dalle antiche lavorazioni. Mantelle, tailleur, cappotti, abiti, alcuni dei quali pensati in funzione dell’ambientazione byroniana, hanno uno stile contemporaneo che reinterpreta la tradizione nelle rifiniture ricercate, negli accostamenti inediti e nella scelta di tessuti preziosi. Velluti, pizzi, soffici lane e sete impalpabili rese performanti dalle tecniche tessili più innovative creano una moda che ama più la sostanza dell’apparenza ritrovando il piacere del ben vestire in un viaggio fra passato e futuro che ha sempre il desiderio di rinnovarsi.
Le innumerevoli suggestioni, emozioni e riflessioni evocate dai Musei Byron e del Risorgimento si possono ritrovare nella scelta di capi di ispirazione romantica in omaggio a Teresa e a Byron. Hanno aperto la sfilata mantelle con colli trapuntati e camicie dagli innumerevoli volant, seguono tailleur con giacche dal taglio maschile in tessuto gessato reinventati nelle proporzioni. Tartan doppiato al pizzo, volutamente non convenzionale, apre la sera e a seguire abiti in velluto dévoré, pantaloni in chiffon e abiti lunghi in tessuti lucenti e trasparenti in oro e nero.
Elena Bucci non ha nascosto la sua gioia di essere nuovamente ai Musei Byron e del Risorgimento: ‘Che cosa ci faccio io qui, io selvatica, schiva, io che riesco a salire sul palco solo perché in quel momento mi sento interprete di vite che non sono le mie, medium di chi non ha avuto la possibilità di fare sentire la sua voce?’ si è chiesta l’attrice. ‘Non sono una modella, non so sfilare. Eppure ci sono, perché il teatro mi ha insegnato il piacere di mescolare le arti e metterle in dialogo in nome di una continua ricerca della loro natura e funzione. Per me le stoffe e gli abiti sono una passione, un’ossessione, diventano il mio stesso corpo: la loro qualità, originalità, provenienza raccontano insieme a me e non devono tradirmi. Incontrare Cristina, il suo talento e la sua cura, significa trovare una compagna di strada impegnata nel difficile compito di proteggere da un mercato sempre più violento fragili arti fondate sulla ricerca della bellezza e dell’originalità, cercare di evitare che il cuore delle nostre città diventi una triste stanza d’albergo di tutti e di nessuno’. Ed ancora: ‘Sembra un nulla questo andare a braccetto per un giorno, se guardo ai potenti concentrati soltanto sul potere personale, alla tragica evoluzione degli ideali di pace e vicinanza tra popoli e religioni, alla crescita incontrollata di un mercato che non rispetta natura e umanità, ma spero che le arti possano essere un antidoto al conformismo, alla solitudine e alla paura che crescono nei momenti che sembrano senza speranza. Rivolgo lo sguardo per pochi minuti alle radici da dove spuntano a sorpresa le piante nuove, dentro e fuori di noi. Riapro la porta all’immaginazione aiutata dalla presenza del Museo e rientro nel passato, quando gli ideali di libertà, fratellanza, uguaglianza, spesso trasmessi attraverso arti e poesia, scuotevano il mondo. Ne prendo la forza e torno al presente’.
La sfilata è stata anche un’occasione straordinaria per valorizzare la tradizione dell’oreficeria dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna che è stata coinvolta nella progettazione e nella realizzazione dei gioielli destinati a completare e interpretare la collezione. Un progetto che nasce dalla volontà di mettere in dialogo formazione artistica, ricerca progettuale e mondo della moda, valorizzando una competenza che appartiene da tempo alla storia dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna: quella legata alla progettazione e alla produzione orafa. La scuola ravennate vanta infatti una significativa tradizione nel campo dell’oreficeria, oggi rinnovata e sviluppata attraverso il Triennio di Design del Gioiello, percorso formativo dedicato alla progettazione del gioiello contemporaneo e alla sperimentazione dei suoi linguaggi.
Il gioiello diventa così non soltanto un accessorio, ma un vero e proprio elemento progettuale capace di dialogare con il corpo, con l’abito e con l’identità della collezione. Attraverso forme, materiali, superfici e volumi, gli studenti sono chiamati a confrontarsi con le esigenze concrete della moda, trasformando la ricerca accademica in oggetti destinati a vivere sulla passerella.
La collaborazione con Cristina Rocca rappresenta in questo senso un’importante occasione di confronto tra alta formazione artistica e mondo professionale, offrendo agli studenti la possibilità di misurarsi con un progetto reale e con le dinamiche creative e produttive legate a una sfilata. I gioielli realizzati per l’occasione nascono da un percorso di ricerca e progettazione sviluppato all’interno dell’Accademia, nel quale la dimensione artigianale dell’oreficeria si unisce alla sensibilità contemporanea del design. La partecipazione alla sfilata di Cristina Rocca conferma quindi la volontà dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna di rafforzare il rapporto tra didattica, territorio, ricerca e professione, offrendo agli studenti occasioni concrete per sperimentare il proprio linguaggio e confrontarsi con i protagonisti della scena creativa contemporanea.
Un percorso che parte dalla storia dell’oreficeria e guarda al futuro, nel segno di una formazione capace di unire sapere artigianale, cultura del progetto e innovazione.
‘Questo evento _ chiosa la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti _ dimostra la straordinaria capacità dei nostri Musei Byron e del Risorgimento di essere non soltanto polo culturale e turistico di livello internazionale, ma anche propulsore di eventi, incontri tra arti, creatore di opportunità e cultura, casa sempre aperta alla conoscenza, alla valorizzazione delle eccellenze, all’incontro ed al dialogo tra realtà diverse e creative. I Musei sono sempre più una realtà culturale e monumentale ma anche protagonisti della vita dei nostri territori, del desiderio di mettersi in gioco e di costruire occasioni sempre più importanti per creare conoscenza, valore e identità. Per questo noi, come Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna lavoreremo sempre più perché il Palazzo dei Musei sia sempre più protagonista ed al centro di iniziative che partendo da Byron e dal Risorgimento raggiungano i più ampi settori della vita, della società, della scuola e del costume’.
Ravenna, 8 ottobre 2026