IN PRIMO PIANO
Una tesi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna sul Museo delle Bambole ed Altri Balocchi
La tesi “Ricercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto” ha trovato ispirazione all’interno del Museo delle Bambole ed altri Balocchi, scrigno di tesori e arte all’interno dell’elegante complesso dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Miriam Fabietti, studentessa neo-laureata all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, Corso di II livello di decorazione e mosaico, ha scritto questa tesi, relatore Nicola Renzi, che si intitola integralmente ‘La lettera di Maria – Ricercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto’. Maria è una bambola che l’autrice ha realizzato a mano quando aveva cinque anni e che l’ha accompagnata nella sua infanzia. Partendo da questo elemento ludico, affettivo, Miriam Fabietti ha indagato il complesso rapporto tra forma e contenuto nell’arte, individuando nell’infanzia il luogo dell’esperienza originaria in cui è possibile trovare il compromesso. La tesi affronta un tema artistico, sociale e culturale, trovando un importante luogo di approfondimento e ricerca nel Museo delle Bambole ed altri balocchi, dove l’autrice, accompagnata della fondatrice Graziella Gardini Pasini e Patrizia Miglietti, ha potuto consultare testi della biblioteca privata del Museo. La tesi non poteva che essere particolarmente originale: scritta interamente a mano, ha una forma di bambola, dipinta ad acquerello su un tessuto di cotone, il tessuto di Maria, trattato con la colla di coniglio. Miriam Fabietti parte dal dualismo nell’arte tra forma e concetto che, nella storia dell’arte, non sempre hanno trovato un equilibrio ben bilanciato. Ha cercato di individuare questo compromesso nell’infanzia ed è arrivata alla bambola, studiando in particolare i riferimenti di Giorgio Agamben e Leonora Carrington’. ‘’La lettera di Maria _ spiega ancora Miriam Fabietti _ è un modo per cercare nell’infanzia il compromesso tra forma e concetto. Giorgio Agamben ha sviluppato il tema dell’infanzia, intesa come momento che precede l’arrivo delle parole e del linguaggio, il luogo dell’esperienza originale. La bambola in questo gioca un ruolo importante, perché è forma e concetto assieme, simulacro polivalente dell’umano, riferimento quotidiano di affetti, vita ed esperienza. La sua storia è affascinante: è stata icona, effigie sacra, rito-gioco e gioco-rito, è stata presente nei corredi funebri e ancora oggi gioca un ruolo fondamentale nella nostra società. Il Museo delle bambole diventa, in questo contesto, un luogo prezioso da riscoprire che può aiutarci a ritrovare la nostra vera essenza. Ravenna, 10 agosto 2026 In allegato: Miriam Fabietti con la sua tesi il giorno della laurea e la tesi ‘Lettera a Maria’
Il ritratto del Marchese di Boissy, secondo marito di Teresa Gamba, nuovo ‘tesoro’ dei Musei Byron e del Risorgimento
Un nuovo protagonista entra a far parte delle collezioni dei Musei Byron e del Risorgimento: si tratta del Ritratto di Hilaire Étienne Octave Rouillé Marchese di Boissy, secondo marito di Teresa Gamba, commissionato nel 1865 a Giuseppe Fagnani. Il dipinto, proveniente dal lascito familiare della contessa, integra il percorso biografico di Teresa, che trova ora piena ricomposizione nel Piano di Valorizzazione curato da Claudia Giuliani e Donatino Domini. Giuseppe Fagnani (1919-1873), pittore di solida tradizione, è noto per la capacità di celebrare lo status dei suoi effigiati. Di Boissy ci offre il rango di Pari di Francia, con l’onorificenza della Légion d’Honneur, insieme al tratto di una personalità eccentrica, tanto originale quanto indipendente. Il dipinto giunge ai Musei dopo un delicato intervento di restauro, reso necessario dal degrado tipico delle prime tele industriali – fragili nella trama e sottili nella materia pittorica – condotto sotto la direzione di Alberta Fabbri, direttrice dei Musei, ed eseguito da Maria Letizia Antoniacci Restauri. Il recentissimo allestimento lo situa nella sala ravennate, sancta sanctorum delle memorie byroniane, dove si conservano i cimeli donati dagli eredi di Teresa alla Biblioteca Classense nel 1949 e oggi esposti ai Musei Byron e del Risorgimento grazie alla convenzione fra Comune di Ravenna e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. La nuova acquisizione integra così la ‘seconda vita’ di Teresa, in un teatro cosmopolita che aggiungeva piena legittimazione a una vita irregolare e romanzesca ma che non scalfì mai il ricordo di Byron. Alla morte del marchese, Teresa compose la Vie jujé par les temoins de sa vie de Lord Byron, poi tradotta in inglese, sigillando esperienze e memorie condivise con il poeta, per garantirne la trasmissione culturale. Fino a tutto il mese di agosto, il mercoledì i Musei restano aperti fino alle 22 con opportunità di visita guidata a libera aggregazione (alle 19.30 in inglese e alle 19.45 in italiano); dal 1° agosto, sarà possibile visitarli fino alle 19.30. Il nuovo ingresso è un’opportunità per leggere, o rileggere, la biografia di figure e personaggi che hanno fatto la Storia. Ravenna, 18 luglio 2026 Didascalia Giuseppe Fagnani (1819-1873), Ritratto di Hilaire Etienne Octave Rouillé Marchese de Boissy, 1865, Ravenna, Musei Byron e del Risorgimento, deposito 2024 (Proprietà privata) – ph. Maria Letizia Antoniacci Restauri
Una crociera ai Musei: importante visita dei vertici di Ravenna Civitas Cruise Port e Silversea al Palazzo di Byron, di Farini e di Garibaldi
Anna D’Imporzano, direttore generale e General Manager di Ravenna Civitas Cruise Port, la società che gestisce il terminal crociere di Ravenna, Marilisa Giannessi, manager destination experience di Silversea, compagnia di navigazione specializzata in crociere di lusso, e Antonio Mattera, community engagement consultant di RCCP, hanno visitato i Musei Byron e del Risorgimento, accompagnati dalla Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Mirella Falconi Mazzotti. Con la nomina di Ravenna a Città del Mare 2026 e soprattutto con il completamento del terminal crociere, i Musei Byron e del Risorgimento rappresentano una meta naturale per turiste e turisti di ogni parte del mondo che abbinano al fascino della crociera l’importante valore aggiunto della cultura e della conoscenza: i tre manager si sono detti entusiasti della straordinaria eleganza, del valore culturale, della doppia narrazione museografica (quella dei cimeli e dei documenti e quella digitale e immersiva) e della possibilità di organizzare all’interno dei Musei eventi di grande livello culturale, come hanno potuto verificare anche nei giorni scorsi con ‘La Bambina Inglese’ e più in generale con gli eventi ospitati nella corte nobile dei Musei. Un fattore importantissimo per creare un sistema attorno alle crociere è proprio la dimensione internazionale dei Musei, ovvero il respiro mondiale della poesia di Byron ma anche le prestigiose visite internazionali di tre Capi di Stato (Il Presidente Mattarella, la Regina Camilla e il Re Carlo), oltre che delle massime autorità dell’Unione Europea (il Vice Presidente Raffaele Fitto) e dei Reggenti di San Marino. Ma l’atmosfera internazionale dei Musei, che tanto bene si abbina al clima ed alla provenienza internazionale dei croceristi, vive anche nella passione mondiale della lotta per la libertà degli anni di Byron, di Garibaldi e del Risorgimento, ed infine nella straordinaria modernità ed inclusività della narrazione, ricca di realtà immersive e multimediali che facilmente affascinano il pubblico di ogni età, di ogni preparazione culturale e di ogni paese del mondo, anglosassone e latino in particolare. Per una Ravenna che si appresta ad ospitare già nel 2026, anno del vero debutto a pieno regime del termina crociere, circa 400 mila croceristi, con la prospettiva di arrivare già il prossimo anno a mezzo milione, Ravenna è in grado di proporre una importante esperienza attiva ed interattiva nei luoghi che ospitarono, oltre a Byron, anche Luigi Carlo Farini, uno dei padri della nuova Italia Unita, e lo stesso Garibaldi. La visita dei Musei, ovvero nel luogo preciso dove si svolsero i fatti, con le atmosfere intatte dello studiolo di Byron, dei sotterranei dove Byron nascondeva le armi, della Saletta di Teresa, delle scuderie e del piano nobile del Palazzo, è la meta ideale per immergersi non solo nel fascino della poesia e della letteratura romantica, ma anche per vivere le passioni e le tensioni di un’epoca che rappresenta le fondamenta della società moderna, con la nascita ed il consolidamento degli stati moderni e la progressiva espansione dei diritti costituzionali e delle libertà attuali. Tutto questo è grande motivo di interesse per i turisti e le turiste in cerca, oltre che di svago e divertimento, anche di esperienze attive, in cui immedesimarsi e da cui uscire arricchiti e conquistati. In questo senso la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha fortemente voluto e poi realizzato e sostenuto i Musei, è particolarmente attiva ed entusiasta di ampliare l’attività Museale aprendo uno spazio così elegante e suggestivo di Ravenna e dell’Italia ad una serie di eventi e di collaborazioni che, iniziate con il Ravenna Festival, si aprono oggi a nuovi orizzonti di cui proprio la visita di Anna D’Imporzano, Marilisa Giannessi e Antonio Mattera ai Musei Byron e del Risorgimento rappresentano un’importantissima occasione di crescita, di ideazione e di sinergie per la Capitale del Mare e per la Città per antonomasia della Cultura. Nella foto da sinistra Anna D’Imporzano, Antonio Mattera, Marilisa Giannessi (con il libro dei Musei), la guida che ha accompagnato il gruppo e Mirella Falconi Mazzotti Ravenna, 3 luglio 2026
Il mare ed i romantici inglesi Byron, Percy e Mary Shelley: un viaggio tra poesia, mare e Romanticismo inglese promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dall’Associazione Italo-Britannica
Sabato 13 giugno alle ore 11,00, presso l’Aula Magna della Casa Matha di Ravenna in Piazza A.Costa 3, si terrà la conferenza pubblica su IL MARE E I ROMANTICI INGLESI BYRON, PERCY E MARY SHELLEY: un viaggio tra poesia, mare e Romanticismo inglese, a cura dei proff. Gregory Dowling e D.saglia. L’evento è organizzato dall’ Associazione Italo-Britannica di Ravenna in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e l’Italian Byron Society. Il mare, simbolo di libertà e di avventura, ha svolto un ruolo decisivo nell’immaginario romantico non solo come palcoscenico di avvenimenti storici decisivi ma anche come proiezione dell’io irrequieto, materia dal fascino senza pari perché caratterizzata dall’assenza di limiti, nella disperata ricerca di una dimensione dove acqua e onde diventano emblema di un tormentato mondo interiore senza punti fissi, talvolta contraddittorio. Per queste ragioni il mare è stato uno dei soggetti privilegiati dell’arte romantica dove il soggetto, in lotta contro tirannia, vincoli sociali e ipocrisia del mondo, può liberare il proprio io attraverso il viaggio alla ricerca di un approdo o nel sentimento di fuga fine a se stesso. Se nell’antichità il mare è stato fonte di sostentamento e via di comunicazione e di scambio, per i romantici è l’elemento che racchiude pulsioni dalla potente forza attrattiva, elemento in cui è possibile affermare la propria forza vitale come nell’atto del nuoto. Se Percy Shelley mostrò uno scarso talento natatorio che ne mise a repentaglio la vita in più occasioni, lo stesso non si può dire di Lord Byron, un vero specialista del nuoto in acque libere. Gli aspetti legati alle imprese sportive del Lord ancora oggi stupiscono per la temerarietà e per l’eccezionale prestanza fisica di cui andava orgoglioso. Basti pensare che nella prima infanzia nuotò nei gelidi fiumi scozzesi e che nell’adolescenza praticò questo sport nel lago e nei difficili bacini d’acqua presenti nella casa nobiliare dei Byron a Newstead Abbey. Nel nuoto trovò appagamento e nell’acqua un ambiente naturale, questi elementi gli permisero di superare la menomazione congenita che l’aveva reso claudicante dalla nascita e che tanto l’aveva amareggiato. Nuotò anche alla Harrow School di Londra, al Trinity College di Cambridge, nel Tamigi poi in Portogallo e Spagna e nel Mediterraneo durante il Grand tour (rimarchevole fu la traversata a nuoto dello stretto dei Dardanelli il 3 maggio 1810, come il mitico Leandro, e la poesia che ne seguì), lungo la costa inglese, nel lago di Ginevra, nelle diverse località italiane (Venezia, Ravenna, La Spezia, Toscana, Liguria) e da ultimo in Grecia. Nella città lagunare si cimentò in una famosa gara di nuoto con Alexander Scott e il Cavalier Angelo Mengaldo: la gara iniziò dal Lido di Venezia e si protrasse fino al Canal Grande e Palazzo Mocenigo. I due inglesi staccarono subito Mengaldo e Scott si ritirò poco dopo il Ponte di Rialto, mentre Byron vinse la sfida giungendo solo a Palazzo Mocenigo. Il nuoto fu per Byron anche un legame che suggellò le sue più importanti amicizie fino alla fine dei suoi giorni. Quando Polidori, suo medico personale, a Ginevra, nel 1816, gli chiese in che cosa, secondo lui, gli fosse inferiore, Byron altezzosamente rispose che riusciva a nuotare per quattro miglia, scrivere un libro del quale venivano vendute quattrocento copie in un giorno, bere quattro bottiglie di vino e altro che non volle aggiungere. Possiamo affermare che il mare è stato fondamentale non solo nella vita ma anche nelle maggiori opere di Byron, è l’elemento in cui l’eroe byroniano si rispecchia e cerca rifugio, è l’eternità. Anche il poeta Percy Shelley, impulsivo e generoso, aspirante marinaio che non sapeva nuotare, fu letteralmente rapito dall’acqua e la sua ultima abitazione fu a San Terenzo presso Casa Magni, una villa prospiciente il mare. Mary e Percy amarono il litorale italiano e i sublimi panorami marini che divennero fonte di ispirazione di celebri rielaborazioni letterarie (per May il mare era “…flusso della passione, le cui fonti sono nella nostra stessa natura”). L’8 luglio 1822, Percy naufragò mentre faceva ritorno a casa con la sua imbarcazione (il Don Juan). Il corpo, in stato di decomposizione, fu trovato dieci giorni dopo sul litorale di Viareggio e successivamente, in piena estate, cremato alla presenza di Byron che nell’occasione nuotò fino alla sua imbarcazione e poi tornò alla spiaggia (ustionandosi la pelle, oggi ancora visibile al Museo Byron di Ravenna perché conservata da Teresa Guiccioli). Il mare divenne per Mary un luogo ambivalente: bellezza sublime e disperazione. Nel romanzo apocalittico “The Last Man”, pubblicato nel 1826, il mare più che in ogni altro romanzo, riflette in modo particolare gli eventi biografici dell’autrice, esso costituisce una sorta di elemento catartico e l’estrema via di fuga dell’ultimo uomo sulla terra nel naufragio dell’umanità.
COMUNICATI STAMPA
Il ricordo di Geoffrey Bond: donò alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna una parte importante della sua collezione di cimeli di Byron
I Musei Byron e del Risorgimento apprendono con profonda commozione la scomparsa di Geoffrey Bond, illustre mecenate del Museo, studioso di fama internazionale e sostenitore convinto della Italian Byron Society. La sua figura, tra le più autorevoli nel panorama degli studi byroniani contemporanei, ha contribuito in modo decisivo alla nascita, alla crescita e alla identità culturale del Museo dedicato al grande poeta inglese. Gli Organi della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – la Presidente Mirella Falconi Mazzotti, il Vicepresidente Franco Gabici, il Segretario Generale Giancarlo Bagnariol – insieme alla Direttrice dei Musei Alberta Fabbri, si uniscono alla Italian Byron Society, al Presidente Ernesto Giuseppe Alfieri, ai Vicepresidenti Gregory Dowling e Diego Saglia, e porgono alla moglie Dianora e alla famiglia le più partecipate condoglianze, riconoscendo in Geoffrey Bond un alleato prezioso, un amico dei Musei e un custode appassionato della memoria byroniana. Insignito delle onorificenze OBE (Officer of the Order of the British Empire per meriti straordinari in ambito artistico, scientifico e pubblico), DL (Deputy Lieutenant, rappresentante del Sovrano in eventi ufficiali della contea) e FSA (Fellow of the Society of Antiquaries, riservato a chi si distingue nello studio delle Humanities), Bond ha dedicato la sua vita alla tutela della cultura e alla diffusione della tradizione byroniana. La sua residenza – Burgage Manor a Southwell nel Nottinghamshire, dimora in cui Byron visse tra il 1803 e il 1808 – è stata per decenni luogo di studio, conservazione e raccolta di cimeli, trasformata in un vero e proprio santuario della memoria del poeta. Autore di numerosi studi – tra cui Byron’s Manor. Birthplace of his poetry, Lord Byron’s Best Friends: from bulldogs to Boatswain & beyond e, con Christine Kenyon Jones, Dangerous to Show. Byron and His Portraits – Bond ha intrecciato la propria biografia con quella del Poeta, trasformando la sua dimora e la sua attività di collezionista in un percorso di ricerca, tutela e divulgazione che trova oggi compimento nelle sale dei Musei Byron e del Risorgimento. La sua passione per i temi byroniani si è tradotta in responsabilità culturale, in generoso mecenatismo e in una capacità unica di addentrarsi nelle pieghe della persona e della personalità di Byron. Quando, nel 2019, venne a conoscenza del progetto ravennate, diretto e coordinato da Donatino Domini con Claudia Giuliani, Bond scelse di donare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna una parte significativa della sua collezione, riconoscendo nella città e nel nascente Museo un luogo capace di accogliere e valorizzare la memoria byroniana con profondità e rigore. La sua decisione ha reso possibile la costituzione di un nucleo collezionistico unico nel panorama europeo e internazionale. Tra le donazioni più preziose si annoverano i busti di Lord Byron, nella copia da Edward Hodges Baily (1788–1867) e nella manifattura Wedgewood, oggi esposti rispettivamente in Sala Venezia accanto al busto di Teresa Guiccioli e in Sala Letteratura e Vita; la Biblioteca Byroniana, con editio princeps e rariora dell’editoria londinese, tra cui la prima edizione delle Hebrew Melodies; oltre a incisioni attentamente selezionate sul mercato antiquario. Durante la sua ultima visita a Ravenna, il 15 ottobre 2025, accompagnato dalla moglie Dianora, Bond ha ulteriormente arricchito le collezioni con una coppia di busti in miniatura di Byron e Walter Scott datati 1830, oggi esposti nella sala dedicata alla Byromania. Il ricordo di quella giornata – della sua rara eleganza, della sua voce brillante, della sua indomita curiosità nel dialogare con i molti attori del progetto museografico e nell’immaginare nuove forme di trasmissione dell’eredità culturale di Byron – è ancora intatto e profondamente vivo. È un ricordo che non possiamo dimenticare. I Musei Byron e del Risorgimento, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e la Italian Byron Society ricordano Geoffrey Bond con gratitudine profonda. Le collezioni da lui donate continueranno a parlare ai visitatori, agli studiosi e alle nuove generazioni, custodendo la memoria di Byron e testimoniando la generosità di un mecenate che ha saputo trasformare la passione in eredità culturale. Ravenna, 7 agosto 2026 Nella foto: Geoffrey Bond con il Vice Presidente dell’Italian Byron Society Gregory Dowling
Torna ‘Notti Trasfigurate’ ai Musei Nazionali con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
La musica non descrive semplicemente una storia: la attraversa emotivamente. Ogni nota è un passo in un paesaggio interiore. L’oscurità viene attraversata fino a mutarne il significato. Ascoltare è come entrare in una aurora emotiva che lentamente si rischiara. La luce non irrompe, emerge. ”Notti trasfigurate – Nel segno di Teodorico il Grande” è un progetto dell’Associazione Musicale Angelo Mariani realizzato con i Musei Nazionali di Ravenna, in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali – Università di Bologna e col sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Incontri serali tra musica, parola e storia pensati per accompagnare il pubblico in un viaggio nella Ravenna tardo–antica, nel tempo in cui la città fu uno dei centri politici e culturali più importanti d’Europa. Nel segno di Teodorico il Grande, quattro appuntamenti che descrivono alcune delle figure che segnarono il destino del suo regno e della sua eredità storica. Il ciclo si svolgerà nelle serate del 10 e 24 luglio e del 7 e del 30 agosto. I primi tre incontri avranno luogo nel suggestivo Refettorio del Museo Nazionale di Ravenna, mentre l’ultimo appuntamento, previsto il 30 agosto, giorno della morte di Teodorico, si terrà nel luogo simbolicamente più legato alla sua memoria: il Mausoleo. Ogni serata sarà dedicata ad un personaggio chiave di quell’epoca e offrirà al pubblico un’esperienza che unisce esecuzione musicale e racconto storico. Non si tratterà di semplici concerti, ma di veri e propri percorsi narrativi in cui la musica dialoga con la parola, contribuendo a evocare atmosfere, conflitti e visioni di un periodo unico della storia di Ravenna e decisivo per quella europea. Il primo incontro (10 luglio) sarà dedicato alla figura di Odoacre, protagonista della fine dell’Impero romano d’Occidente e primo sovrano della Ravenna post-imperiale. Il secondo appuntamento (24 luglio) sarà incentrato su Boezio, filosofo e uomo di Stato, figura emblematica del dialogo tra cultura classica e mondo cristiano. Il terzo evento (7 agosto) racconterà la vicenda di Amalasunta, regina colta e tragica, erede politica e culturale della visione di Teodorico. L’ultimo incontro, il 30 agosto, sarà dedicato allo stesso Teodorico il Grande, sovrano capace di costruire un equilibrio tra popoli, culture e religioni. Durante ogni serata l’esecuzione musicale sarà affiancata da brevi interventi narrativi pensati per introdurre i personaggi, offrendo al pubblico chiavi di lettura storiche e culturali. La musica diventerà così uno strumento di evocazione e riflessione, capace di far rivivere le atmosfere di un’epoca lontana ma ancora profondamente presente nella memoria della città. “Notti trasfigurate” vuole quindi essere un invito a riscoprire Ravenna e la sua storia attraverso un’esperienza artistica immersiva, in cui la notte, la musica e la parola trasformano i luoghi della città in spazi di racconto e di immaginazione. Ravenna, 7 luglio 2026
Approvato il bilancio 2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna: più progetti diretti e più erogazioni grazie ai dividendi crescenti della Cassa di Ravenna
Le tante iniziative sociali, il consolidamento e la straordinaria immagine e attrattività internazionale dei Musei Byron e del Risorgimento, con ospiti anche Capi di Stato, Ministri e altre importanti istituzioni, le prime storiche lauree in Medicina a Ravenna, l’organizzazione a Ravenna della finale nazionale del Progetto Conoscere la Borsa, il successo sempre crescente di Prospettiva Dante ed il progressivo, incessante e aumentato aiuto e sostegno alle realtà territoriali dei settori educativi, sanitari, culturali, del volontariato e dell’assistenza agli anziani sono i fiori all’occhiello del bilancio 2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, illustrato dalla Presidente Mirella Falconi Mazzotti ed approvato dall’Organo di indirizzo. La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna è intervenuta anche nel 2025 con erogazioni crescenti, sia in termini di contributi diretti, sia indiretti e di investimenti nel patrimonio museale e monumentale della città, sia di concessioni in comodato gratuito di edifici all’Università ed al Centro Dantesco dei Frati Minori per la Biblioteca Dantesca. Nel 2025 sono stati 230 i progetti direttamente finanziati (contro i 196 dell’anno precedente ed i 163 di due anni fa) per un importo complessivo di 3.848.564 euro, anch’esso in crescita rispetto ai 3.706.366 del 2024). Grazie ai dividendi crescenti della Cassa di Ravenna, presieduta da Antonio Patuelli e diretta da Nicola Sbrizzi, che ha approvato recentemente il bilancio migliore di sempre dal 1840, e di cui detiene il 49,74% delle azioni, la Fondazione nel 2025 ha potuto rafforzare ulteriormente il proprio sostegno al volontariato, agli anziani ed alle persone disagiate, all’educazione, alla cultura ed alla salute pubblica, che sono le cinque aree istituzionali di intervento della Fondazione. Nel dettaglio, all’assistenza agli anziani ed alle altre categorie disagiate sono andati 821.497 euro, destinati a finanziare 41 progetti presentati da associazioni nel territorio, tra le quali Aias, Amare Ravenna, Fondazione San Rocco, Fabioonlus, Villaggio del Fanciullo, cooperativa Don Giovanni Zalambani ed all’associazione ‘Il mare insieme a te’ per il progetto di realizzazione e gestione del bagno per persone diversamente abili a Punta Marina. Al settore educazione, istruzione e formazione sono andati a bilancio 1.571.219 euro destinati a progetti particolarmente importanti: tra questi il sostegno al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia giunto appunto al completamento del sesto anno di attività per 800 mila euro. Importanti anche gli interventi recentemente realizzati al Palazzo di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha una superficie vastissima di 2.920 metri quadri coperti più altri 965 scoperti, che è concesso in comodato d’uso gratuito al Corso di laurea di Ingegneria e che rientra nei progetti propri della Fondazione: si tratta di una ulteriore erogazione indiretta della Fondazione a beneficio soprattutto dei giovani che possono studiare e affrontare corsi sempre più qualificati. Altri interventi sono stati finanziati a favore di importanti progetti come il Campionato di Giornalismo, il Progetto Parlamento nelle Scuole, Uno scrittore in Classe, Conoscere la Borsa, A Scuola in Teatro ed altri. Importante anche il sostegno alla Biblioteca di Casa Oriani che gestisce anche la biblioteca della Fondazione ospitata ai Chiostri Danteschi. Al settore Volontariato, filantropia e beneficenza sono stati erogati 323.202 euro con una attenzione tra gli altri per il Progetto Montecatone e per il Progetto Ripartiamo, alla Croce Rossa Italiana per l’acquisto di un’ambulanza, ed all’Archidiocesi di Ravenna e Cervia per il Progetto Rete di Speranza. Alla Salute Pubblica (oltre ai sostegni al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia) sono stati destinati dalla Fondazione 582.975 euro, con investimenti importanti destinati alla sanità cittadina come il robot chirurgico. Inoltre sono stati garantiti interventi ad importanti associazioni che operano nel territorio, come Anffas (Associazione Nazionale famiglie disabili), Agebo (Associazione Genitori Bambini Ospedalizzati), Alice (associazione per la lotta all’ictus cerebrale, Associazione italiana sclerosi multipla, Associazione Diabetici Ravennate. Un importante intervento della Fondazione è stato diretto all’Ail per la compartecipazione al programma di insediamento di un Centro di trapianto di cellule staminali allogeniche. La Fondazione ha poi sostenuto la donazione di apparecchiature radiografiche alla Radiologia di Ravenna. La Fondazione è stata molto impegnata nel 2025 nel consolidamento a livello mondiale dei Musei Byron e del Risorgimento che hanno avuto fin da subito una visibilità internazionale straordinaria, portando Ravenna e la Romagna su tutti i più prestigiosi giornali inglesi e su moltissime tv e media internazionali, non solo anglosassoni. Il forte impegno a livello mediatico, nella promozione di eventi e nelle relazioni internazionali ha portato in pochi mesi ad avere ospiti ai Musei i reali d’Inghilterra Carlo e Camilla, il Vice Presidente dell’Unione Europea Raffaele Fitto, i Ministri Antonio Tajani e Alessandro Giuli e numerosissimi rappresentanti del mondo istituzionale, culturale, sociale e musicale internazionale. L’inserimento dei Musey Byron e del Risorgimento nel Circuito nazionale dei Musei rappresenta, dopo un solo anno, uno straordinario riconoscimento scientifico e istituzionale. Questo non ha impedito alla Fondazione di sostenere con importanti investimenti la Trilogia d’Autunno del Ravenna Festival, l’Orchestra Luigi Cherubini, l’Associazione musicale Angelo Mariani, la Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche, la Fondazione Teatro Rossini di Lugo ed il restauro di tre importanti dipinti della Pieve di San Giovanni in Ottavo a Brisighella, il restauro del Pantheon del cimitero di Russi. La Fondazione è inoltre organizzatrice assieme all’Accademia della Crusca di Prospettiva Dante, importante evento destinato ogni anno a diffondere e approfondire il culto di Dante con ospiti di primissimo piano, culturale e letterario. Ravenna, 30 maggio 2020
Due preziosi documenti storici arricchiscono le collezioni dei Musei Byron e del Risorgimento: importante donazione di Giordano Angelini e Carla Bassi
Una nuova importante donazione arricchisce i Musei Byron e del Risorgimento di due preziosi documenti destinati ad accrescere le già ingenti e sorprendenti collezioni presenti nei Musei. Giordano Angelini e la moglie Claudia Bassi, infatti, hanno donato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, presieduta da Mirella Falconi Mazzotti, due manifesti originali di particolare rilievo storico e documentaristico: il primo è un ordine della ‘Cesarea Regia Reggenza’ della Romagna, firmato dal Generale Conte Clenau per conto dell’Imperatore d’Austria Francesco II, nel quale ‘per ovviare alle funeste conseguenze dell’anarchia _ recita testualmente _ viene rimessa, com’era di prima della Rivoluzione, nella Città di Ravenna l’autorità sopra tutte le Città e Luoghi dell’intera Romagna. Quindi torneranno come sotto il Governo Pontificio, in detta Città tutti gli Uffizi e le Casse spettanti alla Tesoreria, e saranno le altre Città subordinate alla Reggenza, e Giudici di Ravenna: così delle altre Popolazioni della Romagna, che ne dipendevano’. L’altro documento è un editto del Cardinale Rivarola con il quale si limitava al minimo il funzionamento delle ‘Bettole’, considerate in piena controrivoluzione come un luogo pericoloso per la circolazione delle idee rivoluzionarie e l’organizzazione dei ribelli. A questo ‘Editto’ è dedicata una delle Sale del Museo del Risorgimento, precisamente la sala con lo scacchiere interattivo, nella quale, attivando la mossa del Cardinale Rivarola, la narrazione multimediale affronta proprio il tema della chiusura delle ‘Bettole’ cui ora la donazione di questi documenti da parte della famiglia Angelini assicura anche una importantissima conferma documentale. Alla cerimonia di consegna della donazione, erano presenti, oltre a Giordano Angelini, componente del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Ravenna Spa, ed alla moglia, anche la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, il Presidente della Cassa di Ravenna e grande sostenitore dei Musei Antonio Patuelli ed il Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Giancarlo Bagnariol. I Musei Byron e del Risorgimento sono aperti nella giornata del 2 giugno con il consueto orario dalle 10 alle 18: dalle ore 11 sarà visitabile anche la mostra con i disegni realizzati dagli allievi e dalle allieve della Coconino Spring School. Nella foto: da sinistra Goordano Angelini, Carla Bassi, Mirella Falconi Mazzotti, Antonio Patuelli e Giancarlo Bagnariol Ravenna, 1 giugno 2026
I complimenti della Presidente Falconi Mazzotti e della Fondazione ad Antonio Patuelli, indicato dal Comitato Esecutivo per la presidenza Abi del prossimo biennio
La Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Mirella Falconi Mazzotti, il Vice Presidente Franco Gabici ed il Segretario Generale Giancarlo Bagnariol assieme all’intero Consiglio di amministrazione ed all’Organo di Indirizzo si complimentano con Antonio Patuelli per l’indicazione del Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana (Abi) che questa mattina lo ha indicato come candidato unico alla presidenza dell’Abi anche per il prossimo biennio. ‘Le straordinarie doti professionali, morali e umane di Patuelli _ ha detto la presidente Falconi Mazzotti _ sono ben note a tutti, ma questa indicazione del Comitato esecutivo, condivisa pienamente da tutti i componenti, rappresenta una straordinaria conferma della stima univoca, dell’apprezzamento generale, della grande capacità di lavorare in un clima positivo, costruttivo e sereno del Presidente Patuelli, doti che ben conosciamo e che hanno consentito alla Cassa di Ravenna, privata e indipendente dal 1840, di consolidarsi ogni anno sul territorio e di garantire alla Fondazione che ho l’onore di presiedere, grandissime possibilità di intervento sul territorio e non solo’. Ravenna, 20 maggio 2026



