IN PRIMO PIANO
Dante e i suoi percorsi da esule tra Forlì e Ravenna: la pagina del Resto del Carlino
di ANTONIO PATUELLI Nuovi elementi sulla ’Vita di Dante’ emergono in un enciclopedico volume di Giuseppe Indizio (pagine 840. Edizioni libreriauniversitaria.it), soprattutto sulle tante peregrinazioni dell’esilio del Poeta dovuto alle sentenze penali di Firenze che lo colpirono con accuse infamanti di baratteria, cioè di corruzione nei pubblici uffici comunali di quando Dante vi ebbe incarichi. Le pene inflitte all’Alighieri, che lo portarono al suo infinito esilio, furono particolarmente gravi e in continua progressione: pene pecuniarie, confisca dei beni, carcere, distruzione delle case, bando, menzione infamante negli Statuti, perdita dei diritti civili, morte sul rogo, decapitazione: una serie di crudeltà previste o dal diritto romano o da quello germanico-longobardo. In particolare appaiono più definiti i viaggi dell’Alighieri a Bologna e in Romagna, luoghi che egli conosceva assai bene, come emerge dalla Divina Commedia e da altri suoi scritti. Ancor prima dell’esilio, Dante fece il suo primo significativo viaggio proprio a Bologna a ventun anni, nel 1286, per ragioni di studio nell’allora più importante centro culturale della penisola. Bologna era assai congeniale ai Fiorentini anche per le somiglianze dei continui conflitti fra le varie fazioni della città. Poi Dante tornò a Bologna almeno nei primi anni di esilio e parti della Commedia iniziarono a diffondersi innanzitutto proprio a Bologna. In Romagna Dante esule, proveniente dal Mugello o dal Casentino, soggiornò e viaggiò molto più diffusamente. Forlì lo attrasse più volte e vi soggiornò anche perché Scarpetta Ordelaffi, Signore della città, era a capo della coalizione militare fra Ghibellini e Guelfi bianchi, la fazione cui apparteneva Dante e che era stata sconfitta e bandita da Firenze dai rivali Guelfi Neri, mentre altre città romagnole erano ghibelline. Per la prima volta Dante fu a Forlì nel 1302-1303, poi vi ritornò attorno al 1310: ogni sua permanenza era anche occasione per missioni in altre città della Romagna. Già nel 1290, qualche anno dopo la morte di Francesca, detta da Rimini, ma originaria di Ravenna, Dante ne ebbe notizie anche perché il padre di Francesca, Guido da Polenta il Vecchio, era Podestà di Firenze. Ravenna attrasse certamente Dante soprattutto come antica capitale, piena, ancor più allora, di basiliche e mosaici: l’Alighieri vi ci si recò già durante la sua prima permanenza a Forlì nel 1302-1303. Questa tesi è rafforzata da diversi elementi sulla conoscenza dantesca dell’antica capitale che emergono proprio da versi della Commedia, come ha anche dimostrato Ivan Simonini (ne “I mosaici ravennati nella Divina Commedia”, edizioni del Girasole) che ha messo a confronto i mosaici ravennati con le terzine dantesche che paiono ad essi ispirati fin dall’Inferno, quando è solitamente certa la presenza di Dante a Ravenna solo nelle fasi della scrittura di fine Purgatorio e del Paradiso. Peraltro come si può pensare che Dante abbia scelto proprio Ravenna come sua (ultima) terra d’esilio senza aver prima ben conosciuto i Signori della città, i da Polenta, che avrebbero dovuto garantirgli protezione per la sua sicurezza personale? Varie sono le ipotesi degli itinerari di Dante da Forlì a Ravenna, fra terre solide, poco paludose, o sui più brevi percorsi degli argini dei fiumi Ronco e Montone che dal forlivese raggiungevano allora Ravenna circondandone le antiche mura, prima delle loro deviazioni settecentesche e la nascita dei Fiumi uniti. Quindi appare probabile che Dante sia venuto inizialmente a Ravenna ben prima della sua scelta come ultimo esilio e vi si sia ispirato vedendo gli antichi mosaici come immagini e film a colori di altri tempi, utili per le sue accurate descrizioni geografiche e di personaggi storici come Giustiniano, ma anche di flora e fauna, viste le somiglianze fra le tante vegetazioni e i diversi animali che compaiono sia nei mosaici ravennati, sia nella Divina Commedia.
L’applauso di Londra ai Musei e Byron e del Risorgimento: l’evento con autorità, media e personalità della cultura inglese
Lo scalone di Belgrave Square che conduce al piano nobile dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra è già affollatissimo alle 17.30: qui hanno parlato in passato tantissimi esponenti della cultura, italiana e non, da Primo Levi a Mario Soldati, da Umberto Eco a Marina Warner. E qui oggi alle 18 la sala di 102 posti a sedere è sold out da giorni per assistere all’evento ‘Byron in Ravenna: Love, Landscapes, Poetry anh History in the City of Mosaics’ per celebrare il primo anno di vita dei Musei Byron e del Risorgimento a Ravenna e rinsaldare il ponte tra Ravenna e Londra, due capitali della cultura unite anche dal maestro del romanticismo inglese cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ha dedicato da un anno il Museo visitato recentemente anche dal Reali inglesi Carlo e Camilla. Hanno aperto la conferenza i saluti iniziali del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Francesco Bongarrà, della Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia, del Presidente dell’Italian Byron Society Ernesto Giuseppe Alfieri e della Dirigente del Settore Turismo del Comune di Ravenna Maria Grazia Marini. ‘Siamo particolarmente orgogliosi e soddisfatti di essere qui oggi a Londra _ ha detto Mirella Falconi Mazzotti _ e ringrazio l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ed il Comune di Ravenna per aver promosso questo evento straordinario. I nostri Musei sono ogni giorno meta di tantissimi visitatori e visitatrici, con una grande percentuale di ospiti inglesi. Questo evento in una sede così presigiosa rafforza ulteriormente il legame tra Ravenna ed il Regno Unito nel segno della grande cultura’. ‘A un anno dalla sua apertura _ ha detto l’assessore Sbaraglia _ i Musei Byron e del Risorgimento si confermano un polo di eccellenza culturale e di importante attrazione turistica, non solo valorizzando un luogo della città cui Ravenna è particolarmente legata ma anche costruendo continue occasioni di promozione internazionale’. L’evento ha visto intervenire i due Vice Presidenti della Byron Society, Diego Saglia e Gregory Dowling, studiosi ed esperti di Byron e docenti universitari di letteratura inglese, applauditissimi dal pubblico in sala. Diego Saglia ha messo in evidenza ‘l’unicità di questi Musei, sia per gli oggetti presenti sia per la straordinaria narrazione multimediale, ma anche per le atmosfere magiche nelle sale e i racconti affascinanti nascosti in ogni angolo. Ma a colpire particolarmente i visitatori e le visitatrici è il fatto che i Musei sono incastonati in un centro città ancora oggi molto simile a com’era ai tempi di Byron e Teresa’. Gregory Dowling ha sottolineato un tema particolarmente caro al Presidente della Cassa Antonio Patuelli, ideatore dei Musei: Byron infatti ha dato al Risorgimento Italiano una fortissima risonanza mondiale, dando ai suoi protagonisti ed alle sue vicende quella luce e quei collegamenti internazionali che gli danno un valore molto più alto ed universale legandolo alla battaglia per la libertà e l’indipendenza che unì molti movimenti in quell’epoca. ‘Va sottolineato il fatto _ ha detto Dowling _ che i fatti si svolsero proprio nei luoghi in cui oggi vi sono i Musei: ed il legame tra Byron ed il Risorgimento è fortissimo, sia nella vita del poeta che poi andò a combattere per la libertà anche in Grecia, sia nella grande storia di quegli anni in cui la Carboneria, con cui Byron entrò saldamente in contatto, ed i primi moti rivoluzionari diedero una accelerazione decisiva’. Tra i presenti alla Conferenza anche la Console Aggiunta d’Inghilterra a Roma Serena Corti, la dirigente dell’Ambasciata Britannica a Roma Claudia Giunchiglia, e John Lytton, quinto Conte di Lytton, discendente diretto di Lord Byron attraverso la figlia Ada, che ha proposto di cedere in prestito ai Musei una preziosa targa di Lord Byron che testimonia proprio il sacrificio del poeta per la libertà della Grecia, facendo seguito con questo suo gesto al prezioso dono del bastone di Byron ceduto qualche mese fa da Lord Robin Byron ed oggi esposto ai Musei Byron e del Risorgimento Londra, 27 gennaio 2026
Scrittori e scrittrici in classe: grande successo per il Progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
E’ solo alla sua prima edizione, ma il Progetto ‘Scrittori in classe’, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dal Gabinetto Scientifico-Letterario Vieusseux di Firenze, sta ottenendo un successo straordinario, con un’adesione ampia di scuole di tutta la provincia di Ravenna ed un interesse e partecipazione eccezionali da parte dei ragazzi e delle ragazze. Il meccanismo è semplice: le classi iscritte incontrano uno scrittore ed una scrittrice che fanno loro vivere l’emozione della scrittura, la magia della parola, fanno loro conoscere e apprezzare con il linguaggio dell’emozione quello che è da sempre un grande amico dell’umanità, il libro, la parola, il racconto. Il successo è stato talmente grande che le iscrizioni sono state sospese per qualche giorno, perché non si trovavano scrittori e scrittrici in numero sufficiente per coprire tutte le ore richieste. Poi, dopo uno sforzo organizzativo straordinario della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna presieduta da Mirella Falconi Mazzotti e degli organizzatori del Progetto, il Presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini e la professoressa Monica Frasca, è stato possibile ampliare lo staff di docenti-scrittori e scrittrici per coprire tutte le ore richieste dai docenti, che si sono immediatamente entusiasmati al progetto. ‘In tempo di social e di Intelligenza Artificiale _ commenta Riccardo Nencini _ i grandi scrittori e scrittrici per l’infanzia insegnano a studenti e studentesse come si scrivono racconti e poesie, come si legge un romanzo e insegnano l’educazione sentimentale passando attraverso i libri’. Molto soddisfatta del successo dell’iniziativa anche la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Mirella Falconi Mazzotti: ‘Siamo stati colti di sorpresa dal numero straordinario di adesioni e questo ci rende particolarmente orgogliosi perché l’educazione è uno dei compiti istituzionali della nostra Fondazione. Ringrazio Riccardo Nencini e Monica Frasca per l’intuizione di lanciare questo progetto, tutti gli scrittori e scrittrici coinvolti e il Cda della Fondazione che ha prontamente discusso e approvato l’ampliamento del progetto per assecondare le richieste arrivate dalle scuole’. La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna è impegnata a 360 gradi nelle scuole con il Progetto ‘Scrittori in classe’, con ‘Conoscere la Borsa’, con l’Educazione Finanziaria, con il Progetto Prospettiva Dante, con il Campionato di Giornalismo e con il ‘Progetto Futuro’: un impegno che affianca e supporta tutte le scuole di ogni ordine e grado della Provincia di Ravenna, raggiungendo anche Bologna, Ferrara, Imola, Firenze e Lucca. Ravenna, 16 gennaio 2026
La Fiamma Olimpica raggiunge la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Il viaggio della Fiamma Olimpica verso Milano – Cortina 2026 raggiunge anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Oggi pomeriggio infatti il tedoforo che ha ricoperto la tappa numero 31 del viaggio verso le Olimpiadi invernali, ad un mese dall’inaugurazione, è transitato attorno alle 15 davanti alla Sede Centrale della Cassa di Ravenna, in piazza Garibaldi, applaudito dal Presidente della Cassa Antonio Patuelli, dalla Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi Mazzotti, dal Presidente della Camera di Commercio Giorgio Guberti, dal Direttore Generale della Cassa Nicola Sbrizzi, dal Vice Direttore Generale Vicario della Cassa Alessandro Spadoni e dal Presidente dell’Italian Byron Society ed ex Presidente della Fondazione Ernesto Giuseppe Alfieri. Il tedoforo, selezionato dalla Fondazione Milano Cortina 2026, è stato accompagnato da una squadra delle Fiamme Oro. Le Olimpiadi Invernali 2026 scattano a Milano e Cortina d’Ampezzo venerdì 6 febbraio. Ravenna, 7 gennaio 2026
COMUNICATI STAMPA
Londra celebra il primo compleanno del Museo Byron: grande evento all’Istituto di Cultura di Belgrave
Domani (martedì 27 gennaio) alle 18 nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra il grande protagonista sarà il Museo Byron, inaugurato poco più di un anno fa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e quotidianamente oggetto di interesse da parte dei maggiori media internazionali e degli istituti culturali, in particolare anglosassoni. L’occasione di martedì è quella di celebrare con autorità, rappresentanti del mondo culturale e media inglesi il primo compleanno del Museo Byron: a Belgrave, quartiere nel cuore di Londra, a pochi metri da Buckingham Palace, l’Italian Byron Society presieduta da Ernesto Giuseppe Alfieri e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, proprietaria del Museo Byron.e presieduta da Mirella Falconi Mazzotti promuovono assieme all’Istituto Italiano di Cultura di Londra ed al Comune di Ravenna un evento culturale di grande rilievo, intitolato ‘Byron: Love, Landscape, Poetry and Hostory in the City of Mosaics’, alla presenza tra gli altri del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra Francesco Bongarrà, di rappresentanti del mondo culturale e sociale londinese e degli esperti ed appassionati di letteratura dell’intero mondo anglosassone. Dopo i saluti istituzionali di Mirella Falconi Mazzotti, Ernesto Giuseppe Alfieri, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia e del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Bongarrà, l’evento è incentrato sul dialogo tra i due Vice Presidenti dell’Italian Byron Society ed esperti di Byron, Diego Saglia e Gregory Dowling, studiosi e docenti universitari di letteratura inglese. Tantissime le autorità presente, ad iniziare dal Console Aggiunta del Regno Unito in Italia Serena Corti e dalla dirigente dell’Ambasciata britannica a Roma Claudia Giunchiglia, che coordinarono ad aprile la visita dei Reali Inglesi ai Musei Byron e del Risorgimento a Ravenna. Una presenza speciale è inoltre quella di John Lytton, quinto Conte di Lytton, discendente diretto di Lord Byron attraverso la figlia Ada. Intanto, i Musei Byron e del Risorgimento sono protagonisti anche in Germania: un ampio reportage di oltre dieci minuti, curato dall’inviata Danielle Mitzman, in cui intervengono gli stessi Diego Saglia e Gregory Dowling, è andato in onda du Deutsche Welle, l’emittente pubblica tedesca di radiodiffusione internazionale. L’emittente, il cui nome significa ‘Onda Tedesca’ è una radio di importantissimo rilievo al pari di BBC, World Service, Voice of America e Radio France Internationale. La Mitzman aveva visitato i Musei lo scorso maggio, in occasione delle iniziative organizzate per il primo volo di British Airways su Rimini grazie all’importante collaborazione con Atp. Oggi un altro volo unisce Ravenna e Londra in un nuovo straordinario tributo a Lord Byron ed alle due grandi capitali della cultura mondiale. Ravenna, 26 gennaio 2026
Sabato 17 alle 10.30 alla Biblioteca Classense la presentazione del libro di Pier Ferdinando Casini ‘Al centro dell’Aula. Dalla Prima Repubblica a oggi’
‘Al Centro dell’Aula. Dalla Prima Repubblica a oggi’ è il titolo del libro (Edizione Il Mulino, 2025) scritto dal Senatore Pier Ferdinando Casini che verrà presentato sabato 17 gennaio alle 10.30 alla Sala Muratori della Biblioteca Classense. Dopo l’introduzione del prof. Michele Marchi, docente di Storia Contemporanea al Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna, l’autore ne parlerà con il Presidente del Gruppo La Cassa di Ravenna Antonio Patuelli e con il Presidente della Regione Emilia Romagna Michele de Pascale. L’evento è organizzato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dalla Fondazione Flaminia. Ravenna, 15 gennaio 2026
Il Museo Byron di nuovo protagonista a Londra: il 27 gennaio grande evento per celebrare il primo anno del Museo
Il Museo Byron torna da grande protagonista a Londra. Martedì 27 gennaio, alle 18, nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Belgrave, nel cuore elegante della capitale britannica, a pochi metri da Westminster, l’Italian Byron Society presieduta da Ernesto Giuseppe Alfieri e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, proprietaria del Museo Byron.e presieduta da Mirella Falconi Mazzotti promuovono assieme al Comune di Ravenna ed all’Istituto Italiano di Cultura di Londra un evento culturale di grande rilievo, intitolato ‘Byron: Love, Landscape, Poetry and Hostory in the City of Mosaics’ per celebrare il primo compleanno del Museo Byron alla presenza di autorità istituzionali, giornaliste e giornalisti, del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra Francesco Bongarrà, di rappresentanti del mondo culturale e sociale londinese e degli esperti ed appassionati di letteratura dell’intero mondo anglosassone. Dopo i saluti istituzionali di Mirella Falconi Mazzotti, Ernesto Giuseppe Alfieri, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia e del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Bongarrà, l’evento è incentrato sul dialogo tra i due Vice Presidenti dell’Italian Byron Society e grandi esperti, come docenti universitari di letteratura anglosassone, di Byron, Diego Saglia e Gregory Dowling. Sarà presente anche Maria Grazia Marini, dirigente del Settore Turismo del Comune di Ravenna. Questo evento con i media e le Istituzioni britanniche segue quello di un anno fa, quando un folto gruppo di inviati, reporter e giornalisti, in rappresentanza di molti dei principali media inglesi e non solo, celebrò il compleanno di Byron con una visita guidata al Museo ed un evento alla Taverna Byron, concluso con una grande torta di compleanno dedicata alla memoria del grande poeta inglese. Inoltre, si tratta del secondo appuntamento che coinvolge il Museo Byron all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, dopo che il Museo fu grande protagonista anche in occasione dell’inaugurazione della mostra, sempre nel prestigioso palazzo di Belgrave, ‘I Mosaici Antichi di Ravenna – La collezione delle copie’, lo scorso luglio. Ravenna, 12 gennaio 2026
Prospettiva Dante si tinge di giallo e lancia un concorso di narrativa per il 2026
Dante…in giallo? “Perché no? Non è forse vero che nella Commedia si trova l’universo? E allora perché Dante stesso non potrebbe tingersi di giallo?” ribatte Giancarlo De Cataldo, presidente della giuria di Giallo Dante, il nuovo concorso di narrativa lanciato da Prospettiva Dante. Il solo festival interamente dedicato al Poeta, promosso e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, tornerà infatti in scena nella città dantesca per la propria XV edizione dal 16 al 20 settembre e includerà la premiazione dei migliori racconti gialli e polizieschi pervenuti. Perfettamente in linea con lo spirito da sempre coltivato da Prospettiva Dante, il concorso vuole incoraggiare un approccio diverso alla figura del Poeta, di cui Ravenna custodisce le spoglie; i racconti dovranno infatti essere collegati alla figura di Dante, al Trecento fiorentino o a personaggi e situazioni della Commedia, con ambientazione e riferimenti danteschi ben delineati. Gli elaborati (massimo 40.000 battute) e la scheda di partecipazione dovranno pervenire via email a giallodante@prospettivadante.it entro il 31 marzo 2026. I primi tre classificati riceveranno un premio in denaro (1000 euro il primo, 500 il secondo e il terzo); i racconti dei dieci finalisti saranno pubblicati in un’antologia creata per l’occasione. La selezione dei dieci finalisti sarà operata da insegnanti di materie letterarie in ogni parte d’Italia. Questi dieci racconti saranno quindi sottoposti alla giuria guidata dal celebre autore di Romanzo criminale e composta da Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca, Domenico De Martino, direttore del festival Prospettiva Dante, gli scrittori Marco Vichi e Roberto Riccardi, il direttore della manifestazione ravennate GialloLuna NeroNotte Nevio Galeati e la giornalista e traduttrice Federica Angelini. Spetterà a loro scegliere i tre vincitori. «È una gioia vedere come il nostro impegno di Fondazione per Prospettiva Dante continui a generare nuove idee e nuovi percorsi – afferma Mirella Falconi-Mazzotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – Giallo Dante è un felice esempio di questa vitalità: un concorso che fa dialogare Dante con l’immaginazione contemporanea, scegliendo per speciale innesto quello che è uno dei generi più amati dai lettori italiani, è destinato a dimostrarci, una volta ancora, che Dante sa ancora parlarci. E la premiazione del concorso rappresenterà un emozionante appuntamento del calendario di Prospettiva Dante, arricchendone ulteriormente il percorso di eventi, concerti e incontri a ingresso libero, principalmente ospitati nei Chiostri Danteschi di proprietà dalla Fondazione e accanto alla Tomba del Poeta.» Info: giallodante@prospettivadante.it | Whatsapp 351 591 1897 Sul sito prospettivadante.it è possibile scaricare il bando e la scheda di iscrizione.
Il tradizionale Calendario Artistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna è dedicato a Giuseppe Maestri
E’ dedicato a Giuseppe Maestri il tradizionale e atteso Calendario Artistico della Cassa di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna per il 2026. Originario di Sant’Alberto, dove era nato nel 1929, Giuseppe Maestri è stato una vera ricchezza per la città di Ravenna a cominciare da quella Bottega di Via Baccarini che dal 1965 gestiva insieme alla moglie Angelina Tienghi e che divenne un luogo di incontro dove “curiosi, sognatori e poeti, artisti e professionisti, vecchi e giovani, i famosi e gli sconosciuti” (A.Weyersberg) si davano appuntamento con la certezza che da quel “cenacolo” non sarebbero mai usciti a mani vuote perché Giuseppe, con la discrezione che lo caratterizzava, riusciva sempre a metterli nelle mani un consiglio, un giudizio, l’indicazione di una lettura. Nella sua Bottega si respirava non solo una serena aria di famiglia, ma si aveva la percezione di essere entrati in un di quelle botteghe artigiane del Rinascimento dove un tempo si apprendeva l’arte sotto la guida del “maestro”. E Maestri, nomen omen, maestro lo fu per davvero. Maestro di arte ma anche e soprattutto maestro di vita. ‘E se l’officina artigiana di Giuseppe non esiste più _ scrive Franco Gabici nella bella introduzione al calendario _, la presenza del “maestro” continua attraverso le numerose iniziative che vengono organizzate per mantenere vivo il ricordo di una squisita persona e dei suoi insegnamenti. Perché Giuseppe è una ricchezza da non disperdere’. I paesaggi notturni, la “Ravenna sognata”, la luna sempre presente, la specularità che spesso mescola la terra e il cielo sono tratti inconfondibili dell’opera di Maestri che aveva fatto della modestia e della semplicità il suo stile di vita. Maestri, come ha scritto Walter Pretolani, fu “bravissimo nel celarsi: la sua semplicità, la sincera cortesia, la sua sensibilità e cultura l’hanno tenuto al riparo dai rischi delle lodi” e infatti prima di produrre opere tutte sue, Giuseppe utilizzò il suo torchio per dar voce ad altri artisti. Poi, finalmente, è uscito allo scoperto e la gente ha scoperto la sua figura di artista straordinario che con le sue incisioni, dice Pretolani, “ha creato e dato corpo ad una visione originale e meravigliosa di Ravenna”. Valente artista, al grigiore del mondo contrapponeva i colori delle sue incisioni: “I colori – diceva infatti Maestri – illuminano i miei lavori, come quelli dei bambini. Ma i colori sono anche una forma di protesta personale per non arrendersi davanti al grigiore del mondo”. E ritornava spesso sul tema dei bambini come quando gli fu chiesto come mai usasse nelle sue incisioni colori così accesi. “Se metti un bambino davanti a una scatola di colori – era solito dire – lui sceglierà senz’altro i colori più vivi. E io faccio la stessa cosa perché credo di non essere mai cresciuto”. Attraverso i colori, dunque, Giuseppe dà voce alle emozioni più sincere e le sue incisioni, col fluire del tempo, aprono un varco sottile tra l’innocenza dell’infanzia e il respiro profondo della vita. Ravenna, 10 dicembre 2025
